Sapore, Isacco & C.

Nell’anno 339 i vescovi persiani Sapore (Shappur) e Isacco subirono il martirio insieme ad altri cristiani. Poiché l’impero persiano era nemico giurato di quello romano e il cristianesimo era molto diffuso in quest’ultimo, fu agevole per il re persiano Shappur II sospettare che i cristiani del suo regno se la intendessero coi romani. Per fare emergere ed eliminare questa presunta quinta colonna, non trovò miglior sistema che obbligare tutti i sudditi all’uniformità religiosa. Così, un editto stabilì che il mazdeismo doveva essere la religione ufficiale e obbligatoria per tutti: chi non si adeguava era passibile di morte. I vescovi Sapore e Isacco furono tra i primi a venire arrestati, dal momento che erano rinomati come costruttori di chiese e, per giunta, erano stati causa di molte conversioni al cristianesimo. I due vennero catturati insieme ad altri tre cristiani, Mahanas, Abramo e Simeone. Data la loro fama, il re volle giudicarli personalmente. Portati al suo cospetto, Shappur II chiese loro come mai si rifiutavano di obbedire alla legge e compiere il prescritto sacrificio al sole; il re stesso, pur considerandosi di origine divina, vi si era sottoposto. Sapore rispose di adorare un solo Dio, quello cristiano, e venne bastonato fino a fracassargli i denti e tutte le ossa. Isacco, che rispose allo stesso modo, finì lapidato a morte. Sapore morì due giorni dopo, in cella, per le ferite. Per essere sicuro che fosse davvero morto, il re lo fece anche decapitare. Infine, toccò agli altri tre, che vennero fatti fuori in modi altrettanto efferati. Ed era solo l’inizio.
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