Sardegna, l'isola senza fine si apre al mondo all'Expo

Immagine contemporanea e con un forte appeal per i mercati internazionali all'Esposizione Universale fra vacanze, natura, cultura, identità e innovazione. L'Assessore regionale al Turismo Francesco Morandi: "Un racconto nuovo e coinvolgente che si lega al tema della qualità della vita, delle nostre eccellenze e della nostra unicità"

C'è un' Isola senza fine dove la stagione delle vacanze finisce il 31 ottobre: la Sardegna, che punta con decisione sul turismo - e sui suoi turismi - per allungare la stagione e crescere sui mercati esteri con un'immagine nuova, aperta, legata all'intreccio fra qualità della vita e della vacanza facendo sistema, connettendo nella sua offerta tutti i "mondi" che ruotano attorno ai viaggi e alle vacanze.

Rappresentazione forte di questa strategia è la presenza della regione a Expo Milano 2015 che ha avuto il suo momento clou nella Settimana sarda al Padiglione Italia e continua fino al 31 ottobre con lo spazio Sardegna nel padiglione Eataly e a Palazzo Italia con la presenza alla Mostra delle Regioni declinata nella “Potenza del saper fare” con le testimonianze dell' imprenditrice Daniela Ducato e del ricercatore Luca Ruiu che raccontano le loro storie di creatività e innovazione sostenibile e nella “Potenza della bellezza” rappresentata dalle splendide immagini dell’arcipelago della Maddalena, con Cala Lunga sull’isola di Razzoli, fino alle costruzioni storiche del parco Geominerario e della Biblioteca dell’Università di Cagliari.

Partecipazione all’Esposizione Universale che coincide con una stagione turistica positiva con aumenti di arrivi e presenze a due cifre e stranieri in primo piano, come sottolinea Francesco Morandi, assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, fra il via vai continuo di visitatori nello spazio al Padiglione Eataly, con alle spalle una splendida immagine della natura dell’isola. “Non sono due effetti casuali ma fortemente voluti. Abbiamo pensato di rappresentare la Sardegna a Expo Milano 2015 in una forma contemporanea, molto moderna, proiettata sul mercato con un forte appeal senza perdere però i tratti caratterizzanti e profondi dell'identità regionale. Come abbiamo fatto, lavorando sul concetto chiave della tessitura, con il Social Carpet: i dingbat, elementi grafici simbolo della sardità richiamano il tappeto e la matrice del pixel, simbolo del legame fra la tradizione arcaica e innovazione. A Expo abbiamo proposto un racconto nuovo e coinvolgente in grado di interessare un pubblico nuovo e soprattutto internazionale”.

“Abbiamo presentato la Sardegna come l’Isola della qualità della vita che non è uno slogan ma un posizionamento strategico, per far sapere al mondo che qui si vive meglio, si può fare un’esperienza di vacanza unica ma si può fare anche una scelta di vita definitiva perché chi ha fatto un’esperienza di vacanza ha trovato la Sardegna com’é: un’isola straordinaria. Concetto rappresentato da un nuovo pay off Sardegna isola senza fine, che si lega al marchio tradizionale con i colori dei costumi di Desolo che tutti conoscono. La Sardegna che è un’isola è di per se finita, in realtà offre possibilità infinite di vacanza e soprattutto offre esperienze infinite. Ed è il nostro invito: chi viene farà un’esperienza senza fine nell’isola senza fine…”.

“Per quanto riguarda la contingenza economica, è un momento favorevole generale perché il mondo si è paradossalmente rimpicciolito, i competitor sono però molto aggressivi e la Sardegna è riuscita in questi ultimi otto - dieci mesi a fare operazioni importanti sul mercato internazionale lavorando sui tour operator e sui mercati con azioni di promozione molto decise. Pensando - dice Morandi - che soprattutto i mercati internazionali - oltre a quello italiano - rappresentano un bacino importantissimo da cui attingere: alta capacità di spesa, grande attenzione per l’ambiente, possibilità di fare vacanze in periodi non di picco stagionale, sono per noi elementi che hanno determinato la scelta di alcuni mercati sui quali abbiamo fatto un investimento molto importante”.

Valorizzazione dell’offerta mare con l’obbiettivo di allungare la stagione da Pasqua a tutto ottobre ma anche di tutto quello quello che ruota attorno al turismo: dall’artigianato all’agro-industria fino alla cultura. “Dalla stagione morta alla stagione viva… - aggiunge Morandi -. Dal 2015 la stagione estiva finisce il 31 ottobre, ed è un fatto nuovo. Lo dico scherzosamente ma in realtà è esattamente quello che pensiamo, un lunghissimo periodo lavorativo, una lunga, lunghissima stagione dentro la quale ci sono molti elementi. Abbiamo scelto di cambiare il posizionamento della Sardegna puntando non solo sul marino - balneare che resta un punto di forza, il driver che ci fa conoscere e fa i numeri, ma puntando anche sul tema generale e molto percepito della qualità della vita che decliniamo in eccellenza dell’ambiente e delle produzioni agroalimentari, innovazione sostenibile e longevità”.

“Dentro al tema c’è spazio per nuovi turismi e per molte motivazioni di viaggio: il turismo sportivo e attivo che destagionalizza molto, l’agroalimentare su cui forse la Sardegna non ha fatto abbastanza negli anni scorsi ma su cui puntiamo con grande decisione perché è il tema del momento, la cultura che rappresenta una grande possibilità perché il nostro patrimonio è straordinariamente importante insieme a quello ambientale. Su questi elementi facciamo leva per garantire un periodo estivo lunghissimo che a partire da Pasqua arrivi almeno fino al 31 ottobre”.

Nuovi flussi turistici da attrarre e mercati esteri in crescita da conquistare che hanno come tema centrale la sostenibilità, sia del sistema trasporti che del sistema turismo. Spiega ancora l’assessore Morandi: “Direi che l’andamento della stagione è proprio funzionale all’idea che cerchiamo di lavorare sulla sostenibilità della destinazione. Con il sistema trasporti abbiamo fatto un profondo lavoro, in particolare con quello marittimo per creare le motivazioni di viaggio e lavorare insieme per consentire l’accesso non necessariamente nel periodo di picco, perché i traghetti viaggiano vuoti quasi tutto l’anno e noi dobbiamo riempire il territorio di turisti”.

“Il sistema di trasporto aereo presenta ancora delle criticità ma rispetto a questo abbiamo deciso di cambiare la strategia puntando con decisione sui mercati internazionali individuando 13 destinazioni sulle quali apriremo nuove rotte entro il prossimo anno con un progetto che si chiama Winter link. Collegherà il Centro e il Nord Europa con la Sardegna durante tutto l’anno. Quindi ai flussi nazionali aggiungiamo con decisione molti flussi internazionali”. “Faremo dei bandi per le nuove rotte e le compagnie che se li aggiudicheranno potranno volare verso la Sardegna, vettori italiani - precisa l’assessore al Turismo - ma soprattutto straniere che sono già presenti su mercati importanti e hanno hub internazionali che ci interessano molto. I mercati obiettivo sono individuati con grande chiarezza in accordo con il sistema regionale del turismo, a partire da Gran Bretagna Francia, Germania, Austria, Svizzera e altre destinazioni emergenti dell’Est Europa”.

"La Sardegna è ben collegata dal trasporto aereo con 67 destinazioni internazionali e se è vero che c’è un cambiamento profondo nei modi di consumo e il turista è abituato a scegliere sotto data anche in base alle tariffe, la nostra è una destinazione a target medio alto e a questo non vogliamo rinunciare. A noi interessa un turista a elevata capacità di spesa, non il turismo di massa anche per una ragione di sostenibilità ambientale, ed è davvero decisivo poter scegliere. Chi vuole Sardegna deve poter scegliere il collegamento. Se lo fa in anticipo avrà grandi sconti, così come se sceglie pacchetti, se invece sceglie all’ultimo momento soffrirà i rischi del picco di stagione mentre fuori dai picchi offriamo opportunità di vacanza uniche”.

Un esempio, ma non è il solo, è Autunno in Barbagia che prosegue fino al 31 ottobre. “E’ una iniziativa importantissima sia perché dimostra come si possa destagionalizzare con successo richiamando grandi flussi grazie alle motivazioni e ai pacchetti turistici che offre, sia perché arricchisce i contenuti dell’offerta turistica regionale ed è un volano dell’animazione territoriale. I territori, da quando si presentano ai turisti in forma ufficiale e organizzata sono profondamente cambiati. Non è cambiato il radicamento identitario che rimane una connotazione molto forte ma è cambiato l’approccio nei confronti del turista. E’ migliorato il territorio, l’arredo urbano, l’organizzazione e ci sono iniziative parallele che stanno gemmando in tutta la Sardegna”.

Iniziative che hanno avuto nei giorni scorsi un momento importante nella Bitas 2015, la Borsa internazionale del turismo attivo e sportivo che si è svolta a Dorgali e Cala Gonone con la partecipazione di 80 buyers italiani e soprattutto esteri interessati ai pacchetti vacanza proposti dagli operatori come destinazione ideale per viaggiatori che vogliono praticare attività sportive in location uniche e incontaminate ma vogliono anche interagire non solo con la natura, ma anche con la cultura, le tradizioni, la gente. Conquistati dalla magia dell’Isola senza fine.