Allo sbando l’alleanza anti-islamica

Mogadiscio. Le milizie islamiche hanno conquistato ieri Balad, un centro a circa 30 chilometri a nord di Mogadiscio. Si tratta, notano gli osservatori, di una conquista fortemente strategica, poiché rischia di compromettere la via dei rifornimenti degli avversari del fronte estremistico musulmano, i Signori della guerra, appoggiati dagli Usa per contrastare le milizie, considerate molto vicine ad al Qaida. Non ancora definito il bilancio della battaglia di Balad, ma sembra che i morti siano numerosi.
A Mogadiscio si confrontano da mesi per il controllo della città le milizie delle corti islamiche, su posizioni integraliste, e i signori della guerra, che si sono riuniti il 18 febbraio nell'Alleanza per il Ripristino della Pace e contro il Terrorismo. La capitale somala è un campo di battaglia: centinaia i morti, migliaia i feriti. Le milizie, soprattutto con la conquista di Balad, sembrano prevalere imprimendo una pericolosa svolta politica all’ex colonia italiana. Le conseguenze rischiano di essere gravi per il Corno d’Africa.
La Somalia, uno dei Paesi più poveri dell’Africa, è in guerra civile dal 1991. Il suo governo, costituito nel 2004, appare incapace di ristabilire l'ordine e assiste impotente ai combattimenti nella capitale e nelle sue periferie.
La scelta dell'appoggio Usa ai Signori della guerra era stata fortemente criticata -soprattutto, ma non solo, nella regione- fin dall'inizio, poiché in molti avevano sostenuto che, così facendo, anzichè combattere il terrorismo, si spalancava la strada alle posizioni musulmane più radicali.
Qualche giorno fa un rapporto della Croce rossa internazionale definiva la situazione in Somalia «sicuramente tra le peggiori, se non la peggiore».