Scania, dall'autostrada elettrificata al lancio del primo gigante ibrido

Il presidente Fenoglio delinea i piani «green» della società

«Un costruttore è parte dei problemi legati alla mobilità e, quindi, deve fare di tutto per essere parte anche nelle soluzioni: è la visione di Scania sulla mobilità del futuro». E in questa, secondo Franco Fenoglio, presidente di Italscania (e presidente della Sezione veicoli industriali di Unrae), «i veicoli industriali hanno un peso significativo in termini di impatto ambientale, nonostante i truck siano anticipatori delle normative sia per quanto riguarda le emissioni, sia per l'adozione dei dispositivi di assistenza alla guida, di grande attualità sulle automobili e da tempo montati (frenata automatica, mantenimento della corsia di marcia, e così via) sui mezzi pesanti». «Uno dei temi centrali delle strategie di Scania per una mobilità sostenibile è oggi l'interconnnettività spiega il top manager un settore dove siamo stati pionieri introducendo fin dal 2004 (e dal 2011 di serie su tutti i mezzi, ndr) sui nostri veicoli una centralina costantemente connessa con il cervello che si trova presso la nostra sede di Södertälje, in Svezia; un collegamento che si traduce in un monitoraggio dei mezzi e dei driver e in un servizio di driver coaching per le aziende di autotrasporto».

Gli autisti, in questo modo, ricevono una valutazione e i suggerimenti su come risparmiare chilometri e carburante. Ma quale carburante c'è nel futuro dei veicoli industriali di Scania? «Abbiamo introdotto i motori Euro 6 con largo anticipo sui tempi e siamo in prima linea nello sviluppo di motorizzazioni a carburanti alternativi precisa Fenoglio a cominciare dal gas naturale, sia allo stato compresso (Cng) sia allo stato liquido (Lng), quello più adatto, in termini di autonomia per un truck che sconta, però, la scarsa reperibilità (tre le stazioni in funzione in Italia, ndr); i nostri truck sono pronti anche per l'uso di carburanti biologici e i nostri bus che circolano sulle strade di Stoccolma sono alimentati a Hvo, il gas sintetico».

L'Hvo, prodotto principalmente attraverso un processo di sintesi da scarti alimentari, è poco noto fuori dall'Europa del Nord, eppure sui mezzi Scania arriva ad abbattere del 90% le emissioni di CO2, valore che sale se per produrlo si usano energie rinnovabili.

C'è spazio per l'ibrido nel settore dei veicoli industriali? «Certamente conferma Fenoglio e posso anticipare che a settembre presenteremo il nostro primo veicolo ibrido di serie, un mezzo dove motore elettrico e motore convenzionale funzionano sempre in parallelo perché la tecnologia plug-in, su un mezzo pesante, non è applicabile a causa del peso delle batterie».

E l'elettrico puro? «In Svezia, dove esiste un inistero per il Futuro, c'è un tratto sperimentale di autostrada in parte elettrificata ci spiega Fenoglio nella corsia interna i truck, con un pantografo, sfruttano la linea aerea elettrificata e se ne staccano per compiere un sorpasso, forse è una soluzione lontana nel tempo, ma è il futuro, una soluzione adatta per aree circoscritte dove potrà trovare applicazione anche la guida autonoma per i mezzi pesanti che, tecnicamente, non sono certo in ritardo rispetto alle automobili»

PEv