Scarlett e Natalie: il duello tra regine infiamma Berlino

La Johansson e la Portman protagoniste di «The Other Boleyn Girl» dove sono Maria Bolena e la celebre sorella Anna

da Berlino

Occorreva arrivare al penultimo giorno di questo Festival - così piatto di film e presenze - per vedere la stampa rianimata dall'entusiasmo di due regali attrici, arrivate con tanta voglia di raccontare: Scarlett Johansson e Natalie Portman, sorelle nel film fuori concorso, The Other Boleyn Girl («L'altra Bolena») diretto da Justin Chadwick. La storia è quella famosa e tragica di Anna Bolena (Natalie Portman) finita tra le grinfie di Enrico VIII d'Inghilterra, diventata regina e condannata a morte per non avergli dato un erede maschio. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Philippa Gregory, diventato un bestseller per l'aggiunta di un'altra figura nella vicenda fino a oggi semisconosciuta: Maria Bolena (Scarlett Johansson), sorella prediletta e poi acerrima rivale di Anna nella corsa alla corona.
Adocchiata per prima dal re (Eric Bana), Anna Bolena fu imposta dallo zio per consolare il sovrano, padre mancato per i due parti prematuri della prima moglie Caterina d'Aragona (Ana Torrent). Ma Anna, finita in disgrazia per aver causato la caduta da cavallo del re durante una battuta di caccia, fu sostituita dalla sorella più piccola, già sposa di un altro nobile, ma ridotta a concubina per un capriccio del sovrano. Maria resta incinta e mette al mondo un maschio quando è troppo tardi. Enrico VIII rivuole Anna, tornata dall'esilio in Francia, dove era stata confinata per aver sposato - senza l’assenso regale - un nobile. Il re deve divorziare da Caterina se vuole avere Anna Bolena, che teme la presenza della sorella e di suo figlio, visto che ora è il suo turno per la corona, e per procrearne un erede. E si apre la crisi di Stato con la Chiesa di Roma che, informata delle umiliazioni subite dalla cattolicissima Caterina, minaccia la scomunica.
Ma Anna tiene il sovrano in pugno e non gli si concederà finché lui non verranno esauditi i suoi progetti. Puntualmente Maria è cacciata da corte e il figlio ripudiato; compiuto lo scisma anglicano viene annullato il matrimonio con Caterina; Enrico VIII prende Anna in sposa. Un'amara vittoria, perché sarà vittima dello stesso destino di chi l'ha preceduta con una responsabilità in più: il sovrano ha carta bianca e chiunque perderà la testa per lui, senza dargli un maschio, dovrà abbassarla sotto la scure del boia...
Rivali solo nel ruolo di due regine per un sovrano, Scarlett Johansson e Natalie Portman hanno raccontato affiatate e divertite dei lavori sul set. La Johansson ha anzi eletto la Portman a sua maestra sul set: «Senza il suo sprone non sarei riuscita a esser credibile nel ruolo di ambiziosa da corona». E la Portman togliendole la parola: «Non è stato facile neanche per me, spingere Scarlett a trovare la sua componente aggressiva. Spero anzi di non esser stata troppo dura, Scarlett è così angelica...». Entrambe hanno poi raccontato delle ore trascorse alla prova-costumi. Con la Johansson a rivelare per prima: «Vestita con abiti tanto sontuosi entri nel ruolo più velocemente. I movimenti diventano aggraziati, perché diventano lenti a causa del peso degli strati di tessuto». Mentre la Portman ha preferito ricordarsi di Eric Bana: «Lui era buffo in quei costumi ingombranti da re. E io che sono piccola di statura, mi sentivo tra le braccia di un gigante».
Poi il riferimento alla storia. Spiega Natalie Portman: «Per potermi immaginare Anna Bolena sono andata in giro per musei. Solo così l'ho personificata». Mentre Scarlett Johansson precisa: «Io Maria Bolena l'ho costruita col romanzo, che è molto accurato anche sullo spirito di quei tempi». Poi a una voce hanno criticato quel mondo maschilista: «Le Bolena sono state compromesse dallo zio e da un re capriccioso» denuncia la Portman e la Johansson orgogliosa sentenziava: «E poi finisce che le donne fanno la storia. La corona d'Inghilterra è diventata così un fatto di donne».