Scendono le erogazioni agli «under 35» Ci vuole il garante per gli addetti interinali

Sebbene i tassi dell’Eurozona siano scesi ai minimi, con la prospettiva di una possibile ulteriore riduzione entro l’anno, comprare casa per le fasce sociali più deboli si rivela operazione più difficile rispetto al 2007. La stretta delle banche nei criteri per la concessione dei mutui è generalizzata, come segnala l’ultimo bollettino della Bce, e riflette appieno le incertezze della crisi. Stando alle statistiche, immigrati extracomunitari e giovani sotto i 30 anni costituiscono i mutuatari più a rischio di insolvenza e con l’irrigidimento dei parametri rispetto alle garanzie del credito, si riducono fortemente le opportunità per chi ricade tra i lavoratori precari o atipici. Complice sì la congiuntura che, come si evince dai dati dell’Osservatorio MutuiOnline, penalizza le richieste di finanziamento da parte di quanti non possiedono un lavoro fisso, passate nel giro di dodici mesi dal 2% allo 0,1%; ma non è un caso se nella distribuzione dei mutui per classi di reddito la fascia fino a 1.500 euro, che nel primo semestre del 2007 contava per il 49,6%, alla fine dello scorso anno è risultata in calo di quasi nove punti al 40,8%.
In parallelo, a fronte di una sostanziale stabilità delle richieste pervenute dai potenziali mutuatari di età inferiore ai 35 anni, pressoché invariate attorno al 43% del totale, i finanziamenti effettivamente concessi dalle banche a questo target hanno subito una costante progressiva riduzione: nel medesimo periodo di osservazione, i più giovani hanno visto diminuire il proprio peso dal 46 per cento al 41,3%. Del resto, per avere credito, i lavoratori occasionali, interinali e i collaboratori a progetto, tra i quali gli under 35 costituiscono la maggioranza, devono ricorrere a un garante che, contando sulla busta paga o meglio ancora sulla propria pensione, possa garantire la copertura di eventuali rate insolute. La fascia di età che alla fine del 2008 contava il maggior numero di mutuatari era compresa tra i 36 e i 45 anni, mentre la categoria di gran lunga più rappresentata era, ed è formata, da quanti posseggono un contratto di lavoro a tempo indeterminato: si tratta dell’81,1% del totale dei sottoscrittori. Quanto alla suddivisione dei finanziamenti accesi per area geografica, l’Osservatorio MutuiOnline registra, tra gli inizi del 2007 e la fine del 2008, uno sbilanciamento a favore delle regioni del Nord Italia, la cui incidenza è passata dal 42,9% al 55,1%; speculare il calo del centro e del sud, con il peso del primo ridottosi dal 34,3% al 26,1% e quello del secondo sceso di quattro punti percentuali al 18,8 per cento. Il report segnala anche la dinamica del loan-to-value, ossia dell’ammontare concesso in rapporto al valore dell’immobile.
Nell’arco degli ultimi anni i finanziamenti accesi per oltre l’80% del corrispettivo dell’abitazione hanno avuto un andamento altalenante, con un’incidenza massima tra 2003 e 2004 superiore al 18% e un minimo che nel primo semestre del 2002 si attestava al 4,1%: oggi il peso di questi mutui è di poco superiore al 5 per cento.