Scientology finisce fuori legge in Francia

Tribunale di Parigi rinvia a giudizio l’organizzazione americana per "truffa, associazione a delinquere e esercizio illecito della farmacia".
Il processo nasce dalle accuse di una donna che ha denunciato di essere stata raggirata per 30mila euro

Parigi - La chiesa di Scientology sarà processata in Francia per truffa, associazione a delinquere e uso illecito della farmacia. Lo ha deciso a Parigi il giudice Jean-Christophe Hullin, che ha rinviato a giudizio le principali strutture dell'organizzazione religiosa «made in Usa». Quest'ultima rischia dunque di finire sostanzialmente fuori legge. I processi contro i singoli responsabili transalpini di Scientology, talvolta accusati d'aver abusato dell'altrui buona fede, non sono una novità. Adesso è l'organizzazione in quanto tale a rischiare l'ostracismo a seguito del futuro processo, la cui data non è stata ancora stabilita. Alla base di tutto c'è la denuncia presentata nel 1998 da una donna, che si è ritenuta truffata da Scientology e che intende ora costituirsi parte civile. La signora si era sentita abbindolata e truffata per aver speso la bellezza di 200mila franchi dell'epoca (circa trentamila euro attuali) per l'acquisto di materiale commercializzato da Scientology in condizioni da lei giudicate truffaldine. La conversazione tra la donna e gli attivisti di Scientology, che l'avevano agganciata per la strada, sembrava un gradevole esercizio di riflessione spirituale. Poi l'autrice della denuncia ha cominciato a spendere e a spandere per l'acquisto di libri, medicine (o presunte tali) e persino un cosiddetto «elettrometro», apparecchio che misurerebbe le variazioni dello stato mentale dell'individuo attraverso modifiche della resistenza elettrica.
Il giudice Hullin ha firmato ieri il documento per l'incriminazione dell'Associazione spirituale della Chiesa di Scientology (Ases-Celebrity centre), che è la spina dorsale della presenza di questa comunità spirituale, forse alimentata da interessi un po' troppo materiali. Sul banco degli imputati ci sarà anche la società anonima Sel, da cui dipende la libreria di Scientology. Sette dirigenti di Scientology in Francia, tra cui Alain Rosenberg, direttore generale del «Celebrity centre», compariranno anche a titolo personale sul banco degli imputati per rispondere di «esercizio illecito della farmacia». Adesso che la prima denuncia ha fatto strada, altri presunti «polli» ricorrono alla magistratura affermando d'essere stati sedotti e bidonati. Il giudice Hullin ha accettato anche un'altra denuncia, che verrà trattata in occasione dello stesso processo. L'Ordine dei farmacisti intende costituirsi parte civile.
In Francia la «chiesa di Scientology» viene trattata molto peggio che negli Stati Uniti. La Commissione parlamentare d'indagine sulle sette ha criticato negli anni scorsi i metodi di questa organizzazione, che viene sistematicamente sorvegliata nel timore che le promesse di purificazione mentale in vista della felicità si traducano in operazioni commerciali non proprio trasparenti. «Il denaro non fa la felicità, ma non è un buon motivo per privarsene allo scopo di comprare materiale di pura propaganda», è l'opinione di un giornalista parigino che ha seguito le vicende francesi di Scientology. Vicende travagliate, a partire dal 1995, quando un'associazione legata a Scientology venne sciolta per ragioni fiscali: non disponendo dei vantaggi o detrazioni, l'organizzazione venne impallinata dagli agenti delle tasse di un Paese che la considera colpevole di «destabilizzazione mentale a spese» dei suoi proseliti. In seguito, nel 2002, è venuta una condanna per la schedatura illecita degli ex membri. Lo scorso febbraio la signora Emmanuelle Mignon, allora direttrice di gabinetto di Sarkozy, ha rilasciato dichiarazioni concilianti verso Scientology, ma poco dopo è stata silurata ed ha perso la sua prestigiosa poltrona.