Come sconfiggere la sordità

I moderni impianti cocleari ripristinano la funzione uditiva stimolando direttamente le cellule del nervo acustico

Ignazio Mormino

Ogni anno, in Italia, nascono settecento bambini sordi. Una volta, erano destinati a restare tali. Oggi la loro sordità non è una condanna: possono essere salvati con interventi mirati capaci di strapparli all’isolamento. Festeggiando il suo primo anno di vita, Cochlear Italia ha chiamato a raccolta gli audiologi italiani che vantano primati negli impianti che permettono di ottenere una percezione sonora attraverso la stimolazione diretta del nervo acustico (cocleari).
Da questi famosi audiologi, che si chiamano Burdo, Zaghis, Cuda, Cesaroni, Zanetti, Antonelli, De Benedetti abbiamo appreso che soltanto nell’ultimo anno (maggio 2005-maggio 2006) sono state impiantate quattrocento protesi acustiche di questo tipo, quasi tutte in bambini di pochi anni, e che questi interventi hanno ripristinato pienamente la funzione uditiva. L’impianto cocleare è una tecnologia biomedica messa a punto alla fine degli anni Ottanta in Australia, cui si ricorre nei casi di sordità profonda o sordità totale. L’impianto è costituito da una parte interna composta da elettrodi che vengono introdotti chirurgicamente nell’interno della coclea e da un «ricevitore» esterno con microfoni.
I segnali acustici che arrivano a tali microfoni vengono trasmessi a una piccola antenna collocata accanto al ricevitore. Questo tipo di intervento può essere eseguito solo in centri altamente specializzati da audiologi che hanno una vasta esperienza. È del tutto gratuito.
Secondo le nuove linee-guida internazionali, non è necessario aspettare i due anni di vita. Si possono applicare gli impianti cocleari di ultima generazione anche al di sotto dei dodici mesi. Questo accorgimento favorisce un normale sviluppo dell’apprendimento dei suoni prima e poi della parola: il bambino che non sente, infatti, finisce per non parlare e questo doppio handicap lo allontana dalla vita di relazione.
Nel caso la diagnosi - e con essa il ricorso allo specialista - fosse tardiva si renderà necessario un processo di riabilitazione (anch’esso gratuito) e, nell’età scolastica, un insegnante di supporto. Sarà cioè un percorso più lento ma senza rischi: su mille impianti cocleari, viene segnalato un solo fallimento.
La sordità dell’anziano, quasi fisiologica, può essere affrontata come la sordità totale del bambino; ma nella maggior parte dei casi, dopo un’attenta visita specialistica, si sceglie un rimedio più facile, ovvero una protesi mobile.
Dal mese di gennaio di quest’anno è disponibile anche un impianto per la sordità monolaterale che fa registrare ogni anno duecento casi ogni milione di abitanti e che non è congenita ma dovuta a cause le più svariate: traumi, malattie come la meningite o la sindrome di Menière, patologie infettive, interventi chirurgici. In pazienti affetti da sordità monolaterale la soluzione più avanzata è l’impianto «Baha», che trasmette il segnale acustico attraverso un processore impiantato dietro l’orecchio, nell’osso temporale.