Sconti sulle tariffe a chi denuncia gli usurai

Le cifre parlano chiaro: in questi ultimi mesi il fenomeno dello strozzinaggio tende a crescere nell’area romana, come conferma lo sportello intercomunale antiusura della provincia di Roma al quale nello scorso anno si sono rivolte, perché afflitte da sovra-indebitamento, 192 persone, di cui 66 hanno avuto assistenza diretta con un contributo complessivo di circa 193 mila euro. Già lo scorso aprile i dati forniti da SOS Impresa (associazione confesercenti per la difesa della libera iniziativa imprenditoriale) avevano lanciato l’allarme su come la crisi economica favorisse l’aumento del fenomeno usura, sempre più sommerso, negli ultimi anni con una caduta verticale delle denunce in Italia -31,6% e nel Lazio -59,3%. Un quadro decisamente allarmante che ha fornito l’input per la giunta provinciale di Roma a varare per prima, su proposta dell’assessore alla lotta all’usura Serena Visintin, l’istituzione di un fondo a favore dei comuni che detasseranno le vittime dell’usura o del racket e dimostrare che «laddove c’è un forte impegno delle istituzioni locali contro l’illegalità, vi può essere un significativo aumento delle denunce».
L’iniziativa verrà formalizzata con la sigla di un protocollo tra la provincia e le amministrazioni comunali di Civitavecchia, Ariccia, Allumiere, Anticoli Corrado, Morlupo, Frascati, Tivoli, Valmontone, Pomezia e Palestrina. «La delibera è stata supportata da un emendamento proposto dalla commissione Giustizia della Camera dei Deputati e approvato all'unanimità - spiega Visintin - che rende legittime le iniziative degli enti locali in materia di esonero, parziale o totale, dal pagamento di tributi, tariffe e canoni locali degli imprenditori che, colpiti dal racket, collaborano con la giustizia per contrastare la criminalità organizzata». Il consigliere provinciale Marco Bertucci (Pdl), dopo aver premesso che «si tratta sicuramente di una buona iniziativa» punta poi il dito: «Non comprendiamo come mai il Comune di Guidonia Montecelio, secondo comune della provincia di Roma e sede di un importantissimo polo industriale e tecnologico, sia stato escluso da questo protocollo. A pensare male, saremmo indotti a supporre perché il comune è amministrato dal centro destra». L’iniziativa trova pieno consenso da parte dell’Adoc, associazione nazionale consumatori a difesa anche dei contribuenti. Il presidente Carlo Pilieri sottolinea come sia «positivo che gli enti locali, in collaborazione con la provincia, permettano alle vittime dell’usura di uscire allo scoperto e di denunciare le estorsioni. La possibilità di esonero parziale o totale dal pagamento di tributi e tariffe costituisce un elemento fondamentale affinché le vittime non siano vessate da situazioni che, altrimenti, potrebbe farle pentire della scelta di uscire alla luce».
Pilieri lancia una proposta: «l’Adoc è disponibile, d’accordo con commercianti e imprenditori vittime del racket e con le associazioni che li rappresentano, a creare un marchio da apporre sui propri locali per esprimere la volontà di lottare».