Scontro fra treni a Porta Maggiore: 9 feriti

Jacopo Granzotto

Una linea maledetta, la Roma-Pantano. Ieri l’ennesimo incidente, uno scontro - per fortuna a velocità ridotta - tra due convogli nei pressi di Porta Maggiore e della circonvallazione Casilina.
Alle fine nove feriti, tra cui quattro donne e un macchinista, e tanta paura tra i passeggeri, molti dei quali tornavano dal lavoro o da scuola ed erano diretti a casa. In più tre ore di interruzione sulla linea (dalle 13,40 alle 16,50) ad eccezione della tratta compresa tra Ponte Casilino e Grotte Celoni.
Complessivamente a bordo dei due convogli si trovavano non più di 60 passeggeri, molti dei quali sono rovinati sul pavimento dei vagoni dopo l’impatto frontale. In quel punto la ferrovia è a binario unico in una strettoia che passa accanto a un palazzo di sei piani e la circolazione ferroviaria è regolata da due semafori. Uno dei due convogli, quello diretto verso il centro, a detta del macchinista sarebbe passato con il verde, ma si sarebbe improvvisamente trovato davanti l’altro convoglio diretto fuori Roma che non è riuscito a fermarsi.
«Ho sentito un gran boato - ha raccontato una studentessa romana a bordo di uno dei due treni -. Non mi sono resa conto di quanto era accaduto fino a quando non ho visto tanta polvere davanti ai miei occhi. Poi ci hanno fatto scendere. Fortunatamente entrambi i trenini non erano stracolmi di gente così come sono di solito negli orari di punta».
Entrambi i vetri delle due cabine dei treni sono andati distrutti, ma solo uno dei due macchinisti che guidavano i mezzi si è fatto refertare in ospedale.
«Ho avuto tanta paura - ha aggiunto un’altra ragazza diretta sulla via Casilina per tornare a casa -. Mi sono spaventata perché temevo che qualcuno si fosse fatto male veramente ma fortunatamente non è andata così».
«Il mio semaforo era verde e sono passato - ha raccontato il macchinista alla guida del trenino partito da Grotte Celoni e diretto a Termini - quando dopo una cinquantina di metri mi sono visto l’altro trenino contro. Ho azionato il fischio, ho frenato ma non c’era più il tempo necessario». «Fortunatamente andavamo entrambi a una velocità di circa 10 chilometri orari - ha aggiunto il macchinista -. Ho visto l’altro mezzo che veniva in senso contrario e mi sono riparato mettendomi in un angolino della cabina».
Preoccupato dei frequenti incidenti il presidente di Met.Ro Stefano Bianchi, secondo il quale «bisognerà affrontare questo problema al più presto soprattutto con programmi di investimento per migliorare la tratta ferroviaria». «Una volta aperta la cosiddetta scatola nera - ha aggiunto Bianchi, giunto sul luogo dell’incidente subito dopo lo scontro - si tratterà di capire se c’è stato un errore umano o un guasto tecnologico».
L’assessore comunale al Traffico e alla mobilità Calamante ha dichiarato di star «analizzando la situazione, cercando di capire se esistono soluzioni strutturali a un incidente che per il momento sembra avere le caratteristiche di un errore umano».
Infine il deputato Verde Paolo Cento chiede che «sia fatta al più presto luce» sulle cause dell’incidente. In un’interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti, il deputato sottolinea che «la sicurezza del trasporto pubblico deve essere sempre garantita ai cittadini. Troppe volte abbiamo assistito a incidenti dovuti a misure che hanno ridotto le tutele e reso precario il lavoro di migliaia di operatori pur di far quadrare i conti di gestione». «Ho chiesto perciò al ministro Lunardi - conclude Cento - di accertare se l’incidente di oggi non poteva essere evitato».