Alla scoperta dell'arcipelago sempre baciato dal sole

Canarie da prendere al volo. Ora. Quando le partenze di massa e i costi dell'alta stagione estiva non sono ancora scattati. Ora. Quando nell'arcipelago spagnolo al largo dell'Africa nord-occidentale le spiagge sono semideserte e le temperature medie toccano (e superano anche) i 20 gradi. Ora. Quando a casa le giornate sono frenetiche e la routine intensa. Ora è il momento di pensare a quando partire tra la pausa di Natale e l'estate. Per allentare i ritmi, per concedersi una pausa rigenerante senza spendere una follia; e soprattutto per scoprire delle isole d'origine vulcanica perennemente baciate dal sole.
Vicine ma tra loro diverse, naturali ma servite e attrezzate, le Canarie rappresentano una meta ideale per una fuga di mezza stagione che, con quattro ore circa di volo, catapulta dall'inverno alla primavera inoltrata, cancella il cielo grigio e lo colora di azzurro, abbandona il freddo e abbraccia il caldo. E allora cosa aspettare? Il viaggio comincia a Gran Canaria. Perché è qui, nell'isola dalla forma rotonda, che atterrano i voli provenienti dall'Italia. Fermata obbligata e praticità a parte, la prima isola per numero di abitanti e la terza per dimensioni dell'arcipelago ha così tanto da offrire da sembrare un continente in miniatura. A dominarla è il contrasto tra i centri abitati e il paesaggio wild. Un tris di esempi, di tappe esprimono al meglio l'idea.
La prima è Las Palmas, il frizzante capoluogo, che si trova nel nord-ovest dell'isola. Il tour cittadino procede a piedi e può prendere il via da piazza Santa Ana, che raccoglie la Cattedrale dall'interno gotico e dalla facciata neoclassica, di fronte alla quale si trova l'ex-municipio da una parte e, dall'altra, il Palazzo dei Reggenti, residenza della Corte d'Assise dell'isola. Alle spalle, invece, ecco la Casa Museo di Colombo, che ricorda il passaggio nella città del grande navigatore. Visitarla merita. Per i cortili, i decori, gli arredi dell'edificio e per l'interessante pinacoteca. Pochi passi verso il lungomare e parte la movimentata calle Mayor de Triana, la via dello struscio, dei locali e dei negozi.
Da qui a Playa de las Canteras. Sabbia dorata e onde ruggenti. È il paradiso dei surfisti e il sogno dei viaggiatori in cerca di spiaggia, mare e relax. Per loro, però, è il sud dell'isola a regalare il top e a offrire la seconda e la terza meta must del nostro itinerario. Ovvero le dune di Maspalomas e gli avvistamenti di delfini, tartarughe e balene di Puerto Rico. In più è in quest'area che si concentrano i famosi campi da golf (Sheraton Salobre Golf Resort & Spa, www.sheratonsalobre.com) e le migliori spa (Lopesan Villa del Conde Resort & Thalasso, calle Mar Mediterraneo 7, Gran Canaria, tel.+34/928/563200) dell'isola rotonda.
Dalle strutture stellari di Gran Canaria ai paesaggi lunari di Lanzarote. Detta Isla del Fuego, vanta un'attività vulcanica che ebbe inizio 22 milioni di anni fa. Il passare del tempo ne ha modellato paesaggi e conformazione, conferendole una natura così particolare da essere dichiarata Riserva della Biosfera dall'Unesco. Basti dire che la sua superficie di 795 chilometri quadrati è ricoperta quasi per intero di lava solidificata, che, a seconda della luce del sole, prende vari colori, dal nero al rosa, dal viola all'ocra. Per cogliere ogni sfumatura, il suggerimento è muoversi alla volta del Parco Nazionale di Timanfaya e seguire la Ruta de los Volcanes, una via caratterizzata da una grande varietà di forme vulcaniche.
Il paesaggio lunare qui dà il meglio di sé, grazie ai 300 crateri vulcanici che lo puntellano. Uno spettacolo naturale unico nel suo genere, un'attrazione da lasciare senza parole. Non la sola, però. A Lanzarote, infatti, sono molte le tappe pronte a stupire il visitatore. Tra queste senz'altro spiccano i vigneti. Si trovano nella zona interna di La Geria e colpiscono per il contrasto tra il verde acceso delle viti e la terra nera da cui crescono; e per la tecnica di viticoltura creata ad hoc. Addio all'immagine classica dei filari e avanti tutta a muretti a forma di mezza luna che riparano ogni singola pianta dal vento, proteggendo il prezioso frutto, futuro vino vulcanico etichettato e premiato Moscato e Malvasia.
Per maggiori informazioni: Ufficio spagnolo del turismo, www.spain.info.it.