Scoperte nei laboratori di Nerviano due efficaci molecole antitumorali

Gianni Clerici

Due nuove molecole ad attività antitumorale, sviluppate nei laboratori di Nerviano Medical Sciences (uno dei centri di ricerca più grandi d’Europa) hanno recentemente ottenuto la designazione di «orphan drug», ovvero di prodotti capaci di trattare una malattia rara, dall’Emea, che è l’Ente europeo che presiede al controllo e alla registrazione dei farmaci.
I due nuovi antitumorali si differenziano uno dall'altro in termini di indicazione e di modalità di somministrazione. Nemorubicina è indicata per il trattamento loco-regionale del tumore primario del fegato, mentre Brostallicina trova un'applicazione nella terapia sistemica dei tumori dei tessuti molli, in particolare dei sarcomi. Entrambe le molecole sono attualmente in sperimentazione clinica.
Fra le diverse tipologie di tumore al fegato, il più frequente è l'epatocarcinoma che rappresenta circa il 90% di tutti i tumori epatici con un'incidenza variabile nelle diverse aree geografiche. La sua incidenza è maggiormente elevata in Asia e Africa; raro è invece in Europa e negli Stati Uniti. Studi recenti hanno evidenziato un aumento di incidenza e mortalità nei Paesi dell'Est. I tumori dei fegato colpiscono prevalentemente i maschi e l'insorgenza cresce con l'età.
I sarcomi dei tessuti molli sono un gruppo molto eterogeneo di tumori rari accomunati dal fatto di insorgere in tessuti che originano da una stessa struttura embrionale, il mesoderma. Il sarcoma è una neoplasia asintomatica nelle fasi iniziali e a prognosi molto grave (la sopravvivenza dipende dallo stadio e dal grado della malattia).
L'assenza di sintomi non permette una diagnosi precoce della neoplasia, ed è perciò una delle cause della prognosi negativa e della breve sopravvivenza dei pazienti.
L'epidemiologia dei sarcomi dei tessuti molli non è ben codificata; fonti diverse concordano su un'incidenza di 1-3 casi/anno ogni 100.000 abitanti con mortalità bassa. Attualmente le due nuove molecole vengono studiate su pazienti oncologici in 43 centri europei (19 in Italia).