Scorsese, finalmente è Oscar. Premiati la Mirren e Whitaker

Al sesto tentativo, il cineasta italo-americano ha vinto per la regia di "The Departed", giudicato anche il miglior film. Statuetta a Milena Canonero

Los Angeles - L'augurio di Ennio Morricone, Oscar alla carriera, cinque volte candidato e mai vincitore, ha portato fortuna a Martin Scorsese. Il regista italo-americano ha vinto il primo Oscar, dopo cinque sfortunate nomination, per la regia di The Departed, premiato anche con la statuetta per il miglior film. Una vittoria amplificata dalle statuette per montaggio e sceneggiatura. Scorsese ha ricevuto il premio dalle mani degli amici Steven Spielberg, Francis Ford Coppola e George Lucas, mentre la platea del Kodak Theatre gli ha riservato una calorosa standing ovation.
Nessuna sorpresa per i migliori attori. Helen Mirren ha vinto per la sua interpretazione di Elisabetta II in The Queen, e Forest Whitaker è stato premiato per il ruolo di Idi Amin in L'ultimo re di Scozia. Come da copione anche la vittoria di Jennifer Hudson, migliore attrice non protagonista per Dreamgirls. Esclusa dal concorso American Idol qualche anno fa, la Hudson è la prova vivente che nel sogno americano c'è sempre posto per una seconda chance. Pareva invece sorpreso e deluso Eddie Murphy, grande favorito come attore non protagonista, e vero sconfitto della manifestazione, sempre per Dreamgirls, quando ha sentito risuonare come premiato al suo posto il veterano Alan Arkin, vincitore per il ruolo dell’irresistibile nonno fuori di testa di Little Miss Sunshine.

Grande successo anche per Una scomoda verità, il film sulla lotta di Al Gore contro il riscaldamento globale, premiato con l'Oscar per il miglior documentario e la migliore canzone, I Need to wake up di Melissa Etheridge, che ha soffiato la statuetta a Dreamgirls, che aveva ben tre pezzi nominati. Gore ha ricordato che oggi abbiamo i mezzi tecnici per lottare contro il riscaldamento globale, che manca solo il desiderio di agire, e ha lanciato un appello all'azione, scherzando poi con Leonardo DiCaprio su un’eventuale candidatura presidenziale in diretta televisiva.

In una serata che ha premiato molti artisti di provata esperienza, l’italiana Milena Canonero ha vinto il suo terzo Oscar, dopo quelli ottenuti con Barry Lyndon e Momenti di gloria, grazie ai costumi per Marie Antoinette di Sofia Coppola. «Voglio ringraziare Francis», ha detto la Canonero, otto nomination in totale, «per avermi fatto conoscere Sofia tanti anni fa sul set di Cotton Club. Era alta così, e ora è la mia regista. E dedico l'Oscar a mia mamma e ai miei mentori, Hugh Hudson e Stanley Kubrick».
Un discorso a parte merita il film messicano Il labirinto del fauno di Guillermo del Toro, che ha vinto i premi per trucco, fotografia e scenografia, ma non è riuscito a portarsi a casa l'Oscar per il film straniero, andato al tedesco La vita degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck. L'onore di preparare un montaggio dei migliori Oscar stranieri, una categoria che quest'anno ha celebrato il mezzo secolo, è spettato a Giuseppe Tornatore, vincitore nel '90 con Nuovo Cinema Paradiso.

Miglior film di animazione è risultato Happy Feet di George Miller. Miglior sceneggiatura originale quella di Little Miss Sunshine, mentre The Departed ha vinto anche come miglior adattamento. Il premio per il migliore compositore è andato a Gustavo Santaolalla per Babel (unico Oscar su otto nomination), che ringrazia a nome dei tanti latini rimasti a mani vuote in un anno in cui in prima fila vi erano Iñarritu, Del Toro, Alfonso Cuaron, Penelope Cruz.