La scossa non risparmia il tempio di Prambanan

Giakarta. Il tempio induista di Prambanan ha riportato danni per il terremoto mentre quello buddhista di Borobudur è rimasto intatto. A quanto constatato da un fotografo della France Presse, consistenti blocchi di pietra scolpita, provenienti soprattutto dalle colonne, sono crollati a Prambanan. Una parte del sito turistico è stata chiusa ai visitatori. Situati 17 chilometri a est della città di Yogyakarta, i templi del villaggio di Prambanan, costruiti tra l’ottavo e il decimo secolo, sono il pezzo forte della cultura induista a Giava. Il tempio principale, un capolavoro dell’arte indù dedicato a Shiva, è rimasto ostruito da grossi pezzi di roccia vulcanica, staccatisi dalla facciata in seguito alla scossa sismica.
Secondo testimoni, invece, Borobudur - il più grande tempio buddhista al mondo, costruito tra il 750 e l’850 a circa 40 km da Yogyakarta - è stato risparmiato, e ieri è stato visitato regolarmente dai turisti. «La situazione è calma, è tutto normale», ha detto un impiegato dell’ufficio pubblico che gestisce il sito monumentale, precisando che il complesso non ha subito danni. Borobudur, a nordovest di Yogyakarta, «è lontano dall’epicentro del sisma», ha rilevato un dipendente dell’hotel Amanjiwo, che sorge di fronte al complesso monumentale (l’epicentro era invece 37 km a sud della città). Massima espressione dell’architettura legata al culto di Buddha nel Sudest asiatico, Borobudur è una piramide tronca a base rettangolare su sei piani sormontata da tre piani circolari sui quali poggiano le classiche stupe a forma di campana. Caduto nell’oblio per secoli dopo essere stato seppellito dalle ceneri eruttate dal vulcano Merapi, fu riscoperto nel 1815. Negli anni ’70 è stato sottoposto a un imponente restauro sotto l’egida dell’Unesco, che lo ha dichiarato patrimonio dell’umanità.