Se anche la casa odora di Venezia

Si ispira alla brezza della laguna l'ultima creazione di Locherber

Si chiama VENETIÆ, ha il profumo della brezza della laguna e uno straordinario tappo, a forma di capitello classico, intagliato nel legno delle «briccole». Che sono? Quei pali conficcati nelle acque salmastre che, da migliaia di anni, delimitano i canali navigabili. Il flacone in vetro blu verniciato a mano di questa essenza per l'ambiente che il brand milanese Locherber ha creato per Venezia, vuol'essere l'omaggio a una delle più antiche tradizioni della città. Vengono usate le briccole di quercia sostituite ogni 15 anni per il fascino che produce nel legno dall'erosione di certi molluschi che, per nutrirsi, le scavano, le divorano poco a poco, rendendole una materia prima originale. Ne nascono pezzi unici di design, gioielli di artigianalità, tappi da collezione. Così, il diffusore dal design moderno, impreziosito dal dettaglio esclusivo dei tappi rari, diventa un elemento d'arredo, oltre che un contenitore per gli olii essenziali selezionati dai Maître Parfumeur del marchio. Quello nato dalle briccole veneziane si unisce all'originale collezione di tappi Locherber, che usa materiali pregiati, dai legni rari agli antichi marmi, alle pietre semipreziose. Per presentare VENETIÆ il brand ha scelto l'ultimo, affascinante hotel nato nella città grazie alla passione del tycoon del cemento di Taiwan, Nelson Chang, che si è innamorato dell'Italia dove ha acquisito e trasformato sette dimore storiche. Nell'antico palazzo Venart vicino al Ponte di Rialto, restaurato ad arte e con giardino affacciato sul Canal grande, lo chef pluristellato Enrico Bartolini ha dedicato alla nuova essenza il piatto centrale del suo sofisticato menu: seppia affumicata al mirto. Oggi i profumi sono sempre più imprescindibile distintivo d'identità per la persona come per l'ambiente, dalle case private agli hotel di lusso. Il famoso Naso Sileno Cheloni ha messo la sua «firma olfattiva», per la prima volta, sulla collezione di essenze che caratterizzano alcuni dei più fascinosi alberghi italiani, quelli della catena Baglioni. C'è il profumo «Ambra», con un tocco di miele bianco, per i saloni affrescati dalla scuola del Tiepolo e le sofisticate suite del Luna, a due passi da piazza San Marco. «Note che evocano l'atmosfera romantica della Serenissima», spiega Cheloni. Nel Relais Santa Croce di Firenze, vicino il suo laboratorio Aquaflor, ha voluto evocare la bottega di un pittore del Rinascimento, con note di iris e rose, sentori di trementina e di cipresso usato per le cornici. È un menu completo di 8 fragranze quello compilato dal celebre Naso. C'è il tè verde, il limone e la verbena nel bouquet «Fragrantia» per una città dinamica come Milano; solennità di iris, talco e ambra per il «Porpora» di Roma, caput mundi. E ancora l'originale foglia di pomodoro nel «Frescura» per l'albergo di Punta Ala; note di cacao, vaniglia e noce moscata per il «Siguaraya» di Londra, capitale del commercio internazionale; «Malva rosa», per i sofisticati relais francesi di Aix en Provence e di Saint Paul de Vence ed è già pronta l'essenza per il nuovo resort che aprirà tra qualche mese alle Maldive: «Flamboyant», con note di alga marina e di muschio acquatico.