«Se la famiglia cade nessuna pace è possibile»

«Difendete il matrimonio perché l’unione nella comunità deve essere costruita dall’interno»

da Roma

Chi, «anche inconsapevolmente osteggia» la famiglia fondata sul matrimonio lavora contro la pace «nazionale e internazionale» perché indebolisce «la principale “agenzia” di pace». Lo afferma Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2008, che si celebrerà il prossimo 1° gennaio, intitolato Famiglia umana, comunità di pace. Il testo è stato presentato ieri mattina in Vaticano dal cardinale Renato Martino, presidente di Justitia et Pax. Nel messaggio Papa Ratzinger ribadisce con forza il suo «no» allo sfruttamento irresponsabile delle risorse energetiche a scapito dei Paesi poveri e lancia un accorato appello per il disarmo nucleare.
«Per avere la pace - scrive il Pontefice - c’è bisogno di una legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa, anziché cieco arbitrio, e che protegga il debole dal sopruso del più forte». La pace deve essere costruita dall’interno delle nazioni, a partire dalle famiglie. Per questo definisce un «oggettivo impedimento» tutto ciò che «contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all’accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell’educazione dei figli».
Il Papa denuncia poi «i molti comportamenti arbitrari» che si verificano «all’interno dei singoli Stati» e «nelle relazioni degli Stati tra di loro». «La forza - continua - va sempre disciplinata dalla legge e ciò deve avvenire anche tra Stati sovrani», con un riferimento alla necessità e al diritto di intervento di un organismo sovranazionale qual è l’Onu. Per quanto riguarda la questione delle risorse, «i Paesi emergenti hanno fame e sete di energia, ma talvolta questa fame viene saziata a danno dei Paesi poveri», costretti «a svendere le risorse in loro possesso». Benedetto XVI chiede rispetto per l’uomo e la sua dignità, indicando questa come base per la tutela dell’ambiente e chiedendo che non vi siano «accelerazioni ideologiche verso conclusioni affrettate». Il Papa chiede infine lo «smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti», denunciando l’azione di «oligarchie dominanti» che nei Paesi poveri vogliono accrescere il loro potere acquisendo armi sempre più sofisticate.