Sea e case in vendita, il sindaco «patteggia»

I responsabili cittadini di Fi Lupi e Casero: «Quella delle dimissioni è stata solo una battuta. Tanto rumore per nulla. L’intesa è completa»

«Completa intesa» e «comunità d’intenti». Naufraga nelle 19 righe di comunicato ufficiale distribuito nel dopopranzo, il sogno del centrosinistra di vedere Palazzo Marino commissariato. Un fantasma, in verità, agitato solo pochi giorni fa da un Gabriele Albertini mai così stizzito con la sua maggioranza. «Il commissario? Solo una battuta». Pace fatta e «tanto rumore per nulla», assicurano i neo responsabili cittadini di Fi Luigi Casero e Maurizio Lupi dopo i frutti di mare e il sorbetto al limone serviti al tavolo a cui hanno seduto per An il vicepresidente vicario Ignazio La Russa e il vicesindaco Riccardo De Corato. «Non ci saranno né dimissioni, né elezioni anticipate». «Un clima sereno, ottimo lavoro e grande unità - commenta La Russa -. Se c’era qualcuno che sperava di poter mettere zizzania, è rimasto deluso». Per Lupi «l’intento del sindaco e dei partiti è unico, governare bene la città e la cosa importante per farlo è lavorare insieme».
«Al sindaco è stato riconfermato il totale apprezzamento e sostegno delle forze politiche del Polo che lo ritengono, per quanto realizzato in questi anni, una risorsa anche per la riconferma del centrodestra alla guida di Milano», sono le belle parole e le buone intenzioni messe in fila nel comunicato. Che poi elenca, in concreto, il contenuto dell’accordo. O, come qualcuno lo chiama, del «patto di fine legislatura». Al primo punto la «privatizzazione di una quota minoritaria della Sea». Il Comune venderà poco più del 30 per cento, mantenendo la maggioranza del pacchetto azionario e, dunque, il timone della società che gestisce Linate e Malpensa. Sulla via del tramonto, per difficoltà nella giurisprudenza, l’ipotesi della prelazione per la Regione. Base minima i 600 milioni di euro da sempre considerati la soglia minima per il via libera all’operazione. Una cifra che, secondo l’advisor, visto il mercato potrà essere incassata tranquillamente. Al punto due le cartolarizzazioni, la vendita di un pacchetto di immobili comunali su cui ultimamente è andato in onda il ruvido testa a testa tra Albertini e il suo vice. «Cartolarizzazione - recita testualmente il comunicato - degli immobili che escludano le abitazioni occupate dagli inquilini». Passa, dunque, la linea De Corato con la tutela di chi, soprattutto «fasce deboli», sta in affitto. In vendita, quindi, case vuote, 200 negozi anch’essi vuoti, quattro aree all’interno del progetto Garibaldi-Repubblica e Piazzale Dateo che da solo vale almeno 70 milioni di euro. Alla fine, assicura De Corato, il totale dell’operazione raggiungerà e forse addirittura supererà i 250 milioni di euro promessi. «Con in più un vincolo - spiega De Corato -. Tutti i soldi andranno spesi nella costruzione di case popolari. Abbiamo già investito 130 milioni di euro della vendita di Aem. Ora, invece delle sette aree già definite dalla “Delibera Verga”, potremo probabilmente edificarne molte di più». Al terzo punto il via libera ai bond con cui il Comune potrà ristrutturare il proprio debito. Rinegoziare i mutui con notevoli risparmi sugli interessi.
«Accordo completo», dunque, e ottimismo sul futuro. Tanto che, all’uscita, tutti danno per ormai imminente il rientro della Lega in giunta. E proprio al segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, Lupi e La Russa hanno telefonato appena usciti dall’incontro. L’appuntamento, a cui parteciperà anche Domenico Zambetti per l’Udc, è già per lunedì prossimo a Palazzo Marino. Altro incontro con Albertini e nuova puntata per il fresco «patto del sorbetto». Intanto l’eurodeputato leghista Matteo Salvini fa il San Tommaso e chiede «un accordo scritto e firmato» in cui si dica che «non si venderà nessuna casa che ha degli inquilini dentro e che si manterrà la maggioranza delle azioni della Sea». «Il caso di Milano - aggiunge - penso sia l’unico nella storia in cui altri partiti premono perché chi l’ha lasciata si riprenda la poltrona che ha volontariamente mollato».
Velenoso il commento del centrosinistra. «L’ennesima rappresentazione del teatrino della Casa delle libertà a Milano - le parole del capogruppo Ds Emanuele Fiano -. Con un Albertini che è stato umiliato dalle segreterie dei partiti che lo appoggiano e che gli hanno dettato l’agenda dei lavori. Umiliazione che è stata subìta anche dall’istituzione, visto che il programma si realizza in aula e in giunta, non al tavolo con i partiti».

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