"The social challenge", Sea e i suoi dipendenti a sostegno del non profit

Premiati i progetti finalisti di organizzazioni delle province di Varese e Milano. La società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate ha donato 80mila euro alla Fondazione Opes che ha sviluppato un approccio innovativo per aiutare imprese sociali. Scelte un'azienda che aiutadà lavoro a giovani donne indigenti coltivando il passion fruit in Uganda e una che potabilizza l'acqua in Kenya

Sea, la società di gestione degli aeroporti di Milano e l'associazione NoiSea insieme per il sociale con il progetto The Social Challange, rivolto alle organizzazioni non profit delle provincie di Milano e di Varese con sei progetti che si sono aggiudicati il premio finale di 10mila euro ciascuno consegnato durante una cerimonia che si è svolta allo Sheraton di Malpensa. I diversi progetti che hanno partecipato proponevano attività e finalità di carattere sociale nell’ambito socio-assistenziale o socio-sanitario, del miglioramento della qualità della vita, della promozione dei diritti della persona; della protezione di paesaggio e natura, della sostenibilità ambientale nel contesto urbano, della tutela e valorizzazione della cultura e del patrimonio socio-artistico, delle iniziative educativo-formative.

Protagonisti i dipendenti Sea che hanno o proposto un loro progetto o ne hanno adottato uno scelto tra quelli candidati dalle organizzazioni non profit. Ben 138 i progetti presentati di cui 104 ammessi alla fase di valutazione, tra questi 48 sono stati presentati direttamente dai dipendent e 56 da associazioni non profit e poi adottati. La Commissione di valutazione, composta da due rappresentanti di Sea, due dell’associazione NoiSea e due esperti del mondo non profit, ha definito i 24 progetti finalisti, 12 per ciascuna provincia e un referendum on line a cui hanno partecipato 588 dipendenti Sea ha designato i sei vincitori. Questa iniziativa fa parte degli investimenti sociali di Sea a sostegno, con il ruolo attivo dei dipendenti, le piccole realtà non profit che operano nei territori di riferimento degli aeroporti di Milano Linate e Milano Malpensa.

PRIMO POSTO
Primo classificato della provincia di Varese il progetto Contro lo spreco: non profit e profit insieme per migliorare la qualità della vita dell'associazione Banco di solidarietà alimentare Nonsolopane. Scopo: recuperare i prodotti non più commerciabili, ma non scaduti, e ri-lavorarli, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, ricavandone conserve, sughi, passati da inserire nel pacco di generi alimentari consegnati dai volontari, alle famiglie indigenti della zona nord di Varese. Si punta a coinvolgere più aziende profit nel recupero di prodotti da donare.
Primo clasificato della provincia di Milano il progetto Anchioposso dell'associazione Atlha Aps. Scopo: fornire opportunità concrete di integrazione lavorativa per giovani disabili in una attività ricettiva e di ristorazione. Affiancati da professionisti del settore, i giovani lavorano in cucina, in sala e per il servizio ostello, apprendendo competenze professionali di livello completando il loro percorso di autonomia, alcuni infatti vivono già in situazioni di parziale indipendenza dalla famiglia e, per consentire loro di raggiungere la piena autonomia, manca un lavoro. Il progetto è partito nel 2015 e Fondazione Peppino Vismara lo ha sostenuto con un contributo che ha consentito di predisporre gli ambienti e l'acquisto delle attrezzature da cucina. Le attività vanno avanti grazie ai volontari e ai ricavi della ristorazione.

SEA CON FONDAZIONE OPES
Accanto a questa, c'è anche un' iniziativa internazionale e Sea ha scelto la Fondazione Opes, primo Social venture capital italiano, con due progetti a supporto di aziende in Africa legati a temi sociali e ambientali. Così il Gruppo Sea, nell’ambito della propria strategia di Corporate social responsibility, ha effettuato una donazione di 80 mila euro a favore di Fondazione Opes, che opera nel campo del social impact investing e ha sviluppato un innovativo approccio per sostenere imprese sociali. Prima azienda in Italia a investire in una fondazione con l’obiettivo di qualificare ulteriormente gli investimenti sociali indirizzandoli verso progetti imprenditoriali a elevato impatto. In questo modo Sea ha il ruolo di erogatore di capitale filantropico da investire, attraverso Opes, in imprese economicamente sostenibili capaci di favorire il progresso sociale e l’emancipazione dalla povertà.

Il target di Opes Impact Fund sono imprese sociali già esistenti in fase iniziale di sviluppo del modello di business, in Kenya, Uganda, Tanzania e India.Opes incanala capitali filantropici, nella forma di investimenti, per perseguire impatto sociale e ritorni finanziari. Tutti i fondi che ritornano a Opes vengono reinvestiti in nuove imprese sociali. Ciascuna di queste realtà è supportata con assistenza finanziaria, capacity building, accesso ai network di cui Opes e i suoi promotori sono membri. Opes, ricordiamo, finanzia imprese che operano nei settori critici dello sviluppo: salute, accesso all’acqua e a servizi igienici di base, energia, educazione, sovranità alimentare. É nata nel 2011 su iniziativa di istituzioni che operano nel settore sociale, della finanza e del mercato (tra cui Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione De Agostini).

I PROGETTI SOSTENUTI

KAD AFRICA
E' un’impresa sociale fondata nel 2011 con sede a Fort Portal, nell’Uganda Occidentale. L’impresa, che funziona come un aggregatore, produce e commercializza passion fruit. Gli imprenditori, dopo aver strutturato l’attività, definirono una partnership con la Caritas locale che stava pianificando un programma triennale di avviamento all’agricoltura e alla micro-imprenditorialità dedicato alle giovani donne che avevano abbandonato gli studi e si trovavano in situazione di indigenza. Grazie a questa collaborazione circa 1.000 giovani donne su base non continuativa e 200 in modo strutturato, sono entrate nella filiera produttiva di KadAfrica che ha individuato nel frutto della passione un prodotto ad alto potenziale commerciale. L’Uganda, nonostante disponga di condizioni adatte alla coltivazione, importa l’80% del consumo nazionale di questo frutto, per il quale si registra una robusta domanda sui mercati internazionali. L’impresa si propone di allargare gradualmente la propria scala (è il principale produttore domestico di passion fruit), applicando un modello che coinvolge centinaia di giovani donne delle comunità rurali nella coltivazione, fornendo loro supporto tecnico, input agricoli e accesso al mercato. Si stima che una coltivatrice in media riesca a raddoppiare il proprio reddito annuo grazie a questa partnership.

THE WATER SHOP NAIVASHA
Impresa sociale che opera con il brand PureFresh in Kenya, a Naivasha (80 mila abitanti, 90 km a Nord Ovest di Nairobi). Attiva dal 2010, PureFresh si occupa di estrazione, purificazione e commercializzazione di acqua potabile sfusa e imbottigliata. La scarsità e la qualità dell’acqua rappresentano infatti una forte criticità per il paese: in Kenya circa 17 milioni di persone (il 43% della popolazione) non hanno accesso ad acqua potabile sicura. La maggior parte delle famiglie a basso reddito può accedere solo ad acqua contaminata, con conseguenze molto gravi dal punto di vista sanitario. La società The Water Shop estrae l’acqua da un pozzo, la purifica in un impianto a osmosi inversa e la distribuisce attraverso una rete di quattro negozi in diverse zone della città. L’impresa sociale ha attualmente 8 dipendenti donne e 5 agenti. PureFresh garantisce alta qualità del prodotto e accessibilità anche per le famiglie a basso reddito con prezzi molto inferiori rispetto agli standard di mercato.