«Senza cambiare volto vi aiuto a tirar fuori la vostra vera bellezza»

Fiorella Donati, chirurgo plastico, spiega nel suo libro come restare giovani e come piacersi

La bellezza è emozione. Essa accende una gioia interiore, che stimola una grande voglia di vivere.Mantenersi belli e sani, migliorarsi, prevenire l'invecchiamento, è un progetto di felicità. «Le persone non chiedono di cambiare ma nell'ambito della propria bellezza, di raggiungere il massimo. Il chirurgo è un coach, un allenatore che aiuta a esaltare la bellezza e a mantenere più a lungo la giovinezza».

Fiorella Donati di bellezza se ne intende: chirurgo plastico da 30 anni e responsabile di una clinica a Milano, ha appena pubblicato un libro sull'argomento «Beauty Coach» (Sonzogno 285 pag 18.50 euro).

Dottoressa, chi non progetta diventa brutto?

«Senza progettualità non c'è amore per se stessi e per la vita, non c'è la motivazione a migliorarsi. Chi rinuncia, a 20 anni come a 60, è come se non vivesse».

Chi sono le persone belle?

«Quelle che si rialzano dopo le cadute e che, perseguendo un obbiettivo, danno senso alla vita, ciascuno con i propri mezzi e limiti. La vera bellezza è la risultanza di testa, cuore e corpo: altrimenti non si spiega perché una persona innamorata risplenda o una donna incinta sia bellissima».

Nel libro lei dà anche consigli pratici. Spiega perchè si invecchia, come comportarsi con i chili di troppo, cosa fare per mantenere un viso fresco a lungo usando qualche integratore, non sembra interessata a proporre lifting a tutti.

«La chirurgia è l'ultima ratio. Il libro è ricco di consigli che permettono di tenersi in buona salute e in splendida forma (dalla dieta, allo sport, agli anti age, a trattamenti e infine gli interventi chirurgici, se necessari) così facendo manteniamo a lungo la bellezza e la giovinezza».

Una volta si è comportata da «obiettrice di coscienza».

«Non ho voluto fare una sesta di seno a una donna che sarebbe diventata un mostro. Avrei rinnegato il mio senso estetico».

Nel libro parla di maieutica, l'arte socratica di «tirar fuori» pensieri originali nell'allievo.

«Al paziente che si rivolge a me con fiducia, maieuticamente tiro fuori quello che ha dentro e lo rendo bello coma non sa di essere. Non viene cambiato o trasformato: semplicemente metto in evidenza tutto quanto ha già di bello. Mi dicono: sono io, più bello e meno stanco, ma sono io»

I suoi ispiratori sono Gesù Cristo, Leonardo Da Vinci e Socrate.

«Nessuno di loro ha rinunciato alle proprie idee. Non dico che sarei disposta a bere la cicuta ma ho dei valori e li rispetto».

Ha incontrato un brutto anatroccolo.

«Una giovane di 22 anni, in apparenza brutta, alta e grossa. Aveva un bel faccino ma era incorniciato dal grasso. Il corpo era informe. Mi sono occupata di lei, abbiamo stabilito una dieta e una tabella di attività fisica. Dopo tre mesi di duro lavoro si è trasformata in un bellissimo cigno: viso perfetto, collo sottile, corpo atletico. Ha potuto lasciare il lavoro in pizzeria e guadagnare partecipando a spot pubblicitari per pagarsi gli studi».

Scrive che da un lutto ha imparato la misericordia.

«Lavoravo in ospedale, al centro grandi ustionati. Arrivarono una madre con il suo bambino ricoperti da gravissime ustioni. Vennero ricoverati separatamente. Quando la donna si accorse in che stato era il figlio lo rifiutò. Le infermiere la biasimarono violentemente. Poi il bimbo morì.

La verità che la povera donna, profondamente addolorata, era impazzita. Ho imparato la misericordia. Mai giudicare...»

Che consiglio ci dà?

«Seguire uno stile di vita sano: alimentarsi bene, fare sport, fare l'amore e cercare sempre il buono che c'è nella vita, perché ce n'è tanto».

RSpe