Senza i Golden Globe il cinema perde 30 milioni di dollari

Le megastar, con Clooney in testa, appoggiano la protesta degli sceneggiatori e boicottano lo show. Al suo posto una conferenza stampa

Los Angeles - Niente George (né Julia, Tom, Keira, Angelina, Denzel, Johnny e Sean), niente party. Gli attori sono solidali con gli sceneggiatori in sciopero, decidono di boicottare i Golden Globes, e così l'associazione della stampa estera (Hfpa), che li organizza, e la rete televisiva Nbc, che li diffonde, sono costrette a cancellare il party hollywoodiano più divertente e stellare dell'anno, per trasformarlo in semplice conferenza stampa. L'annuncio dei premi verrà comunque trasmesso in diretta televisiva domenica, e la conferenza stampa sarà preceduta da un mix di interviste coi candidati e di clip di film (se la Nbc riuscirà a ottenere il diritto di diffusione degli spezzoni), e dovrebbe essere seguita da un programma sui party organizzati dagli studios in onore dei vincitori, che per tradizione si svolgono tutti al Beverly Hilton, l'albergo che ospita i Golden Globes. Il condizionale è d'obbligo, poiché Universal, Warner Brothers e Hbo hanno già annullato le loro feste, e pare che altri studios stiano per seguire le loro orme, visto che la Wga, non soddisfatta di questa soluzione, ha promesso di mantenere il cordone di protesta attorno all'Hilton.

Il compromesso raggiunto tra la Hfpa e la Nbc avrebbe permesso agli attori di non varcare i picchetti degli scioperanti, poiché la conferenza stampa sarà diffusa da «Nbc news», che non soggiace alle stesse regole della Nbc per quel che riguarda l'impiego di scrittori, ma di poter festeggiare eventuali vittorie e di farsi vedere in giro ugualmente. E si sa che in preparazione degli Oscar tutta la pubblicità è benvenuta. Ma quest'anno pure gli Academy Awards rischiano di fare la stessa fine dei Globes, poiché la Wga non ha concesso loro una deroga, come è invece il caso - solidarietà sindacale oblige - dei Sag Awards, i premi del sindacato degli attori. Ciò concretamente significa che nessuno scrittore membro del sindacato, e quindi nemmeno il presentatore annunciato Jon Stewart, è autorizzato a scrivere per lo show, e che gli sceneggiatori protesteranno al di fuori del teatro Kodak.

Oltre alla delusione per i fan che non potranno vedere le loro star preferite sul tappeto rosso, il ridimensionamento dei Golden Globes significa grandi perdite finanziarie per la Nbc, che normalmente incassa tra 15 e 20 milioni di dollari in pubblicità durante lo show, e per la Hfpa, che riceve 6 milioni di dollari per i diritti di trasmissione della cerimonia. Per non parlare delle perdite che verranno subite da alberghi e da tutti coloro che prestano i loro servizi durante questo tipo di kermesse.

La strategia dura degli sceneggiatori, che sono in sciopero dagli inizi di novembre per ottenere un aumento delle royalties che spettano loro per la diffusione di film e trasmissioni televisive via internet, telefonini, iPod e affini, sembra comunque funzionare. La United Artist di Tom Cruise e Paula Wagner ha infatti appena firmato con la Wga un accordo ritenuto accettabile dagli sceneggiatori, così come aveva fatto una decina di giorni fa la casa di produzione di David Letterman, il conduttore del famoso talk show notturno. Vedremo se il timore di vedere cancellati gli Oscar riuscirà a far sedere nuovamente al tavolo dei negoziati la Wga e i grandi studios, che non si parlano dal 7 dicembre scorso.