Serafim Cicagov

Si chiamava Leonid ed era figlio di un militare di nobile casata. Nato nel 1856, studiò alla scuola del Corpo Imperiale dei Paggi. Col grado di ufficiale prese parte alla guerra russo-turca del 1877 e fu decorato al valore. Scrisse diverse opere di storia e tecnica militare, una delle quali, sull'artiglieria francese, nel 1882 gli valse la prestigiosa Legion d'Onore. Un ripensamento generale sulla sua esistenza lo portò nel 1893 a farsi ordinare sacerdote a Mosca, dove esercitò il ministero. Rimasto vedovo, decise di prendere i voti monastici col nome di Serafim. In tale veste fu superiore di diversi monasteri russi. Nel 1905 venne consacrato vescovo di Suchumi. L'anno seguente occupò la sede vescovile di Orël, nel 1908 quella di Kišinëv e nel 1912 divenne arcivescovo di Tver'. Ma col 1917 cominciarono i problemi. Innanzitutto, in quell'anno la popolazione di Tver' lo cacciò per via dei suoi sentimenti monarchici. Gli fu assegnata allora la sede di Varsavia, ma la guerra in corso gli impedì di raggiungerla. Dal 1921 in avanti ci si misero i bolscevichi, che lo arrestarono più volte e lo deportarono in varie località della Siberia. Nel 1928 divenne metropolita di Leningrado (l'ex Pietrogrado). Verso la fine del 1933, ormai anziano, fu messo a riposo per limiti d'età e visse poveramente i quattro anni seguenti. Ma l'ex militare non aveva perso i suoi sentimenti battaglieri. Nel 1937, sebbene gravemente paralizzato, il vecchio vescovo finì vittima delle repressioni di Stalin: arrestato per l'ultima volta, venne portato alla fucilazione a Butovo, nelle vicinanze di Mosca.