Serie A, i calciatori scioperano il 25 settembre

L'Aic protesta contro la posizione della Lega per il rinnovo del contratto collettivo: a rischio le gare della quinta giornata di serie A. I calciatori: &quot;Nessuna tutela per noi&quot;. Petrucci: &quot;Stiano attenti&quot;.<a href="/sport/lo_sciopero_calciatori_non_vogliono_perdere_solo_loro_privilegi/sciopero_minacciato_campana-calcio-attualit-calcio/10-09-2010/articolo-id=472607-page=0-comments=1" target="_blank"><strong> Non vogliono perdere uno solo dei loro privilegi</strong></a> / <em>Franco Ordine
</em>

Milano - Fanno sciopero anche loro. Braccia (per i portieri) e gambe (per tutti gli altri) incrociate il 25 e il 26 settembre. L’assocalciatori ha proclamato una giornata di sciopero per protestare contro la posizione della Lega di A sul rinnovo del contratto collettivo. Lo sciopero è stato proclamato il turno del 25-26 settembre, giorno in cui è prevista la quinta giornata del campionato di serie A.

L'annuncio di Oddo Lo sciopero è stato annunciato a Milano dal giocatore del Milan Massimo Oddo che ha letto un comunicato sottoscritto da tutti i capitani e dai rappresentanti sindacali delle squadre di serie A. "La Aic - ha detto Oddo - in perfetta sintonia con le squadre di serie A, ha deciso che queste non scenderanno in campo nella quinta giornata di campionato di serie A del 25 e 26 settembre contro la richiesta di introduzione di un nuovo regime contrattuale" da parte della Lega di serie A che, secondo l’Aic, comporterebbe "la carenza più assoluta di ogni forma di tutela" dei calciatori.

Protesta a oltranza "Lo sciopero ci sarà sicuramente, al di là delle decisioni che saranno prese dal prossimo consiglio federale, e si protrarrà se non saranno presi accordi consoni" ha chiarito Oddo, portavoce dei calciatori di serie A. "Lo sciopero è contro il mancato rinnovo del contratto collettivo, ma anche contro lo status di oggetto con cui noi calciatori siamo trattati" ha aggiunto il giocatore del Milan.

La Lega non ci sta La proclamazione di uno sciopero senza confronto tra le parti "è un atteggiamento molto grave". Lo sostiene il presidente della Lega di serie A, Maurizio Beretta, contestando la decisione annunciata oggi dal sindacato dei calciatori. "Proclamare uno sciopero, che è una scelta veramente estrema, senza confrontarsi nel merito, è un atteggiamento molto grave, che rischia di essere pregiudiziale" ha detto Beretta. "L’idea di presentarsi al tavolo con una pistola carica e il proiettile in canna non è il modo migliore per creare un accordo - ha proseguito Beretta dal sito della Lega - stiamo parlando di 5-600 soggetti con retribuzioni medie di oltre un milione e mezzo di euro e si tratta di un segnale pessimo per tutte le altre categorie di questo paese che si confrontano con problemi economici molto gravi. Forse l’assocalciatori avrebbe fatto meglio ad aspettare l’incontro di lunedì per discutere nel merito".

Petrucci: "Calciatori stiano attenti" "Il calcio non è più il motore dello sport italiano, è lo sport più popolare. Stiano attenti i calciatori a saltare domeniche e accendere i toni". È il messaggio che il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha lanciato all’assocalciatori contestandone la decisione di proclamare uno sciopero in corrispondenza della quinta giornata del campionato di Serie A. "Quando si proclama uno sciopero c’è un’azione molto forte, non so se l’Aic abbia ponderato bene", ha detto Petrucci a Sky Sport. "Fare sciopero senza essersi incontrati è un atto molto pesante", ha aggiunto, "mi auguro buon senso. Campana, Beretta e Abete ne hanno. Si riuniscano e cerchino di evitare uno sciopero che sarebbe pesante, non è con gli scioperi che si risolvono le cose".