Serra ai romani: «Non sprecate l’energia»

Massimo Malpica

Tapparelle abbassate, termostato sotto i venti gradi, paraspifferi alle finestre, pentole a pressione in cucina e forno acceso solo il tempo necessario. E per lavarsi niente bagno, meglio una rapida doccia, non troppo calda se possibile. Ecco alcuni dei dieci «comandamenti» per risparmiare il più che mai prezioso gas e, più in generale, per insegnare ai romani a non sprecare energia in casa senza patire troppo il gran freddo di questi giorni. Dieci regole intuitive, facili da seguire senza troppi sacrifici nell’uso e nella gestione sia del riscaldamento domestico che in quello del gas da cucina, ma senza trascurare un utilizzo oculato anche di elettrodomestici ed elettricità.
La circolare col decalogo salvagas è arrivata sul tavolo del prefetto di Roma Achille Serra da quello del ministro delle Attività Produttive, Claudio Scajola, e Serra ieri mattina, nel corso della riunione della conferenza permanente, ha a sua volta inoltrato i dieci consigli agli amministratori locali, dai 121 sindaci di Roma e provincia, a cominciare dal primo cittadino di Roma Walter Veltroni, ai dirigenti degli uffici pubblici, fino alla Camera di Commercio e all’Unione industriali.
Proprio al termine della riunione Serra, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali, ha deciso di rivolgere un appello per «una maggiore sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni per questa nuova emergenza». Ma il semplice messaggio di non sprecare le risorse è diretto anche ai più giovani. E così è stato messo al lavoro l’ufficio regionale scolastico, al quale toccherà il compito di sensibilizzare gli studenti delle scuole, ai quali verrà presto consegnata una copia del decalogo.
Ma cosa prevede quella che, secondo Serra, dovrebbe diventare presto una «guida per ogni cittadino e ogni istituzione», un percorso virtuoso da seguire «affinché prenda vita un atteggiamento attivo per superare l’emergenza gas»? Il primo dei dieci punti dell’elenco affronta il risparmio del gas per il riscaldamento. Per non sprecarlo, nel documento si suggerisce tra l’altro di non «spingere» il termostato oltre i 18-19 gradi di temperatura, sia nel caso il proprio impianto sia autonomo che centralizzato. Per ottimizzare il sistema, poi, il consiglio è di non coprire i termosifoni, di isolare le finestre e di chiudere persiane e tapparelle, in modo da limitare la dispersione del calore.
Al secondo punto i consigli per non sprecare gas ai fornelli, con la raccomandazione di usare pentole a pressione o, almeno, di cucinare con i coperchi. Il terzo «comandamento» contiene i suggerimenti per il bagno, e oltre a invitare a preferire la doccia alla vasca, si raccomanda l’uso di pannelli solari e di non superare i 60 gradi nel settaggio dello scaldino elettrico. Seguono poi l’invito a sostituire le lampade a incandescenza con quelle a basso consumo (e comunque a spegnere le luci quando non servono), i consigli per l’uso razionale di lavatrice (preferire il pieno carico, mai sopra i 60 gradi e pulire il filtro), frigorifero (aprirlo quando serve, mai sotto i 3 gradi, sbrinarlo spesso e non metterci dentro cibi ancora caldi), lavapiatti (usarla a pieno carico e per cicli di lavaggio a bassa temperatura, possibilmente spegnendola quando comincia il ciclo di asciugatura) e forno (non aprirlo e chiuderlo, se possibile non preriscaldare e non usare il grill, spegnerlo prima della fine della cottura. E comunque meglio usare il microonde: consuma anche la metà dei forni elettrici tradizionali), e infine, al decimo punto, la raccomandazione di spegnere del tutto, non lasciando accesa la luce rossa dello stand-by, televisori, impianti hi-fi, lettori di cd, dvd e vhs di casa.
Un suggerimento aggiuntivo per risparmiare energia arriva da Mario Di Sora, direttore dell’osservatorio astronomico di Campo Catino (Frosinone) e presidente della sezione italiana dell’International Dark-Sky Association, organismo di ricerca nel settore dell’inquinamento luminoso. Di Sora ha chiesto a Scajola di razionalizzare orario e potenza degli impianti di illuminazione esterni di piazze, strade ed edifici, pubblici e privati, spesso a suo dire usati a sproposito. «Si proceda alla disattivazione degli impianti che non risultano essere di sicurezza bensì di presunta valorizzazione», ha spiegato l’astronomo.