Sevastian Fomin

Si chiamava Stepan ed era nato nel 1884 in una povera famiglia di contadini del villaggio di Kosmodem’janskoe, nel governatorato russo di Orël. Nel 1906, dando seguito alla sua vocazione religiosa, entrò nel famoso monastero di Optina. Qui, secondo l’usanza degli eremi russi, divenne il servo del superiore Iosif. Ma questi morì presto e il Fomin passò ad accudire il successore Nektarij. Nel 1917 il Fomin prese i voti monastici con il nome di Sevastian ma solo dieci anni dopo venne ordinato sacerdote. Nel 1928 fu mandato a esercitare il ministero sacerdotale nella parrocchia di Kozlov. Fu nel 1933 che il potere sovietico decise che padre Sevastian era un pericoloso eversore anticomunista e lo fece arrestare. Sevastian Fomin fu condannato a dieci anni di gulag in Kazakhistan, a Karaganda. Naturalmente, le condizioni di vita e lavoro forzato in quel campo di concentramento erano semplicemente disumane - come in tutto l’arcipelago gulag, del resto -. Ma padre Sevastian riuscì a sopravvivere e, scontata la pena, decise di rimanere in zona. Seguendo la tradizione dell’eremo di Optina, divenne direttore spirituale, per corrispondenza, di molti religiosi, religiose e laici. Alla morte di Stalin ottenne il permesso di aprire a Karaganda una casa di preghiera. Col «disgelo» quella casa diventò una chiesa intitolata alla Natività della Madre di Dio. Padre Sevastian ne fu parroco e tale rimase fino al 1966, anno in cui morì. Nel 1957, intanto, aveva ricevuto la nomina ad archimandrita e fu sempre uno starec di grande rinomanza. La sua tomba divenne subito una meta di pellegrinaggi.