Sfidando freddo e polizia, femministe ucraine protestano in topless contro Putin

Fuori programma a Kiev durante la visita del premier russo. Cinque ragazze, giovani e bionde, si sono messe a seno nudo e hanno gridato «Non ci daremo ai nani del Cremlino» alludendo alla sua bassa statura e «L'Ucraina non è Alina» riferimento alla presunta relazione tra l'uomo forte di Mosca e l'ex ginnasta

Facile ora dire «Putin Medvedev presi di petto» oppure «la verità è nuda». A Kiev, capitale dell'Ucraina, cinque avvenenti femministe hanno infatti protestato in topless contro la visita del primo ministro russo Vladimir Putin. Riuscendo in tal modo a trovare una visibilità maggiore che fossero state in cinquemila, ma vestite.
Le ragazze, giovani, bionde e belle, hanno atteso al varco l'ex agente del Kgb salito ai vertici del potere politico del grande Paese. Si sono schierate di fronte alla statua di Lenin e sfidando, oltre alla polizia, il freddo e la pioggia hanno sfilato cappotti e maglioni, rimanendo in jeans, ghirlande di fiori in testa e nastri con i colori nazionali al collo. Le cinque donne, appartenenti al movimento politico femminista Femen hanno innalzato manifesti in cirilico sui cui campeggiava scritte del tipo «Non ci diamo ai nani del Cremlino» alludendo alla bassa statura di Putin e di Dimitri Medvedev, che lo stesso uomo forte di Mosca ha voluto alla presidenza della Repubblica. Ma soprattutto «L'Ucraina non è Alina» con riferimento alla relazione del premier con Alina Kabaieva.
Alina Maratovna Kabaeva, modella, attrice e politica russa, è stata campionessa di ginnastica ritmica. Nata 12 maggio 1983 a Tashkent in Uzbekistan, ha vinto la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 o l'oro ad Atene nel 2004. Ha trionfato inoltre per cinque anni consecutivi, dal 1998 al 2002, ai campionati europei di Oporto, Budapest, Saragoza, Ginevra e Granada per poi ripetersi a Kiev nel 2004, salendo anche sul podio più alto ai mondiali di Osaka nel 1999 e di Budapest nel 2003. Ritiratasi dall'attività agonistica, è stata eletta nel 2007 alla Duma di Stato per il partito «Russia Unita», facendo nascere la voce di una sua relazione con Putin.
Facile quindi per le cinque femministe ucraine usare questo gossip per protestare contro «l'azione di espansione russa nello spazio politico, economico e culturale dell'Ucraina». Le attiviste hanno inoltre dichiarato che «ogni visita del fratello maggiore (in Ucraina) favorisce il rafforzamento delle pressioni delle autorità ucraine sulla libertà dei parola e di espressione nel Paese». Per la cronaca, Putin era giunto mercoledì in visita ufficiale a Kiev dove ha incontrato l'omologo Nicolai Azarov e tenuto colloqui su vari temi bilaterali tra cui la questione delle forniture del gas russo all'Ucraina. Al termine degli incontri, Vladimir Putin si è detto fiducioso: «Siamo pronti a proseguire il dialogo su tutti i temi», ha dichiarato, «e sono sicuro che troveremo sempre soluzioni in grado di soddisfare entrambe le parti».