Lo sfogo di Bettega: «Bale? Ci ho provato ma la Juve ha detto no»

Torino Gareth Bale, il fenomeno gallese del Tottenham che ha fatto venire il mal di testa a Maicon e a tutta l’Inter, avrebbe potuto vestire la maglia della Juventus. Lo ha rivelato domenica notte Roberto Bettega davanti alle telecamere di Controcampo e confermato ieri al telefono: «L’anno scorso sono andato a Londra a parlare con Redknapp (manager della società inglese, ndr) per chiedergli Bale. Sapevo che il Tottenham era interessato ad alcuni giocatori della Juve. E il discorso non era affatto chiuso, come ha detto qualcuno». Una punta di orgoglio da parte di Penna Bianca, oggi opinionista televisivo e fino a maggio vicedirettore generale della società sempre amata: «Quando ho fatto il passaggio di consegne a Marotta e Paratici, ho spiegato loro tutti i miei movimenti. Non so se abbiano riallacciato la trattativa con gli inglesi: noto però che poi hanno preso sei esterni, ma non Bale». Sulle cui tracce Bettega si era messo «ben prima che finisse il campionato, anche perché poi la Juventus ha cambiato strada e io mi sono fatto logicamente da parte. Non posso dire se la trattativa fosse destinata a un esito positivo, ma io so come ci eravamo lasciati e non voglio andare oltre. Le cifre erano importanti, anche in funzione dei nostri giocatori che interessavano loro». Iaquinta e/o Sissoko, pare: «Non mi va di confermare - è la replica di Bettega - perché non sarebbe corretto nei confronti di chi oggi veste ancora la maglia bianconera».
Punto e fine della trasmissione. Mentre dalla Juve di oggi non arriva alcun commento ufficiale alla vicenda: un po’ perché non si vuole fare polemica con chi ha scritto pagine di storia bianconera e un po’ perché una cosa è chiedere informazioni sul conto di un giocatore e un’altra intavolare una trattativa vera e propria con tutte le relative difficoltà. Senza dimenticare che Bale sarebbe costato almeno una ventina di milioni e che la Juve ne ha potuti spendere 15 per Krasic solo dopo avere venduto Diego al Wolfsburg. Insomma: sulle capacità di Bale nessuno ha di che discutere, ma il prezzo era e rimane troppo alto per le casse societarie.
Bettega ha poi toccato anche l’argomento Prandelli, protagonista la scorsa settimana di uno scambio di vedute con la famiglia Della Valle a proposito del suo addio alla Fiorentina: «Conosco bene Prandelli perché abbiamo giocato insieme 35 anni fa, siamo in ottimi rapporti e ci siamo sempre sentiti. È stato scritto che il padrone della Juventus (John Elkann, ndr) avrebbe telefonato a Diego Della Valle dicendo che Bettega stava parlando con Prandelli. Io mi limito a dire che Cesare non mi ha mai chiamato per venire alla Juve: le conclusioni non le devo trarre io». Traduzione, se ce ne fosse bisogno: era stata la Juve, tramite Bettega, a sondare la disponibilità di Prandelli e non viceversa. Poi l’arrivo di Andrea Agnelli e di Marotta ha cambiato le carte in tavola e Del Neri è diventato il nocchiero della Signora.
Una squadra che dopo dieci giornate vanta il migliore attacco del campionato (21 gol segnati da 9 giocatori diversi) e la miglior differenza reti (+10) nonostante abbia dovuto spesso fare di necessità virtù a causa degli infortuni. A questo riguardo, ieri sono arrivate buone notizie: Chiellini e addirittura Traorè - il solo giocatore della rosa a non essere finora mai sceso in campo - hanno lavorato con il gruppo, mentre Melo è stato sottoposto ad accertamenti che hanno escluso lesioni al muscolo della coscia posteriore destra. Domani, a Brescia, il brasiliano non dovrebbe comunque esserci. Possibile un turno di riposo anche per Del Piero, il quale per l’odierno trentaseiesimo compleanno si è regalato il gol numero 180 in serie A, il sessantesimo rigore segnato e le 650 presenze complessive. Nel mirino, sabato, c’è la Roma del suo amico Totti.