Sheva: bidone al Milan Ora arriva un difensore

Aveva detto: "Tutto ok con Abramovich". Ma il Chelsea vuole 15 milioni: i rossoneri si ritirano e puntano Senderos (Arsenal). Si fa avanti la Roma

Come non detto: il ritorno di Andriy Shevchenko al Milan salta. Definitivamente, a dare ascolto alle parole scolpite ieri dai club interessati, Chelsea e Milan appunto, tornati a discutere sulle modalità del trasferimento. Scoperto il motivo della rottura senza possibilità alcuna di rammendare lo sbrego: gli uomini di Abramovich pretendono per la cessione dell'ucraino una cifra consistente, intorno ai 15 milioni di euro, i dirigenti di Silvio Berlusconi tengono fermo il punto del prestito gratuito con diritto di riscatto fissato per la stagione successiva. Non è una differenza di poco conto: a leggere bene tra le righe delle due opzioni contrattuali si capisce che il diritto può essere o meno esercitato dal Milan dopo aver valutato, sul campo, le condizioni di Sheva e il suo promesso recupero mentre l'obbligo del riscatto, preteso dal Chelsea, è un modo furbo per dilazionare nei successivi 12 mesi il pagamento fissato tra l'altro a una cifra considerata alta dal club rossonero. A titolo gratuito si può riaccogliere un vecchio amico in crisi col proprio club, una cifra eventuale può e deve essere utilizzata per le esigenze effettive di Ancelotti.

Col diktat del Chelsea, il negoziato naufraga in modo clamoroso proprio nel giorno destinato alla sua virtuale conclusione. Il ritorno di Sheva, dall'Ucraina, infatti invece di spianare la strada alla firma dell'intesa finisce col complicare l'affare. Galliani non si muove da Napoli, al seguito della squadra impegnata in un torneo amichevole, da Londra le informazioni passate da Peter Kenyon fanno capire che non c'è margine per un accordo. A sentire le diverse ricostruzioni della vicenda, ci sono due versioni sul tavolo e quindi due responsabilità. Una, fatta circolare da Sheva, secondo cui è Peter Kenyon il collo di bottiglia dove il trasferimento affoga, l'altra, invece, più autorevole, proveniente dal management milanista, segnala l'errore commesso dall'ucraino, pronto a riferire nei giorni scorsi al Milan oltre che al presidente Silvio Berlusconi, una disponibilità del Chelsea che di fatto non c'è.

A questo punto, con Shevchenko respinto al mittente, ma ancora sul mercato perché sempre più indisponibile a tornare a Londra nella «prigione» del Chelsea, si aprono due scenari molto attraenti. Il primo riguarda l'attaccante della nazionale ucraina reduce dall'amichevole con la Polonia: a lui s'interessa, a fari spenti, ma con estrema decisione, la Roma. Sondato il terreno nelle settimane scorse da parte di un comune amico disposto a parlare per conto di Luciano Spalletti. Dopo la rinuncia del Milan a proseguire la trattativa alle condizioni del Chelsea, la Roma torna in gioco. E sarebbe un colpo da favola per la squadra uscita da qualche giorno dallo choc per la morte del suo presidente Franco Sensi. Il secondo scenario riguarda il Milan, naturalmente. A questo punto riprendono le ricerche per arruolare un difensore centrale di qualche affidamento che consenta di parare il colpo determinato dalla imperfetta salute di Nesta. Quella di Kovac, centrocampista dello Spartak Mosca con vocazione difensiva, è una falsa pista. Molto più attendibile invece quella che porta sempre a Londra, ma in casa Arsenal. E precisamente dalle parti di Senderos, il robusto svizzero difensore centrale dei «gunners», segnalato da Ancelotti proprio durante la sfida di Champions league dello scorso mese di febbraio. A questo punto, con dieci giorni a disposizione prima della chiusura del mercato, diventa una corsa contro il tempo. L'intesa con Arsène Wenger, tuttofare dell'Arsenal, collaudata durante i colloqui per Adebayor, può risultare decisiva. Sul conto di Senderos, 23 anni, si spende Flamini. Le referenze sono eccellenti e Ancelotti è molto attento ad ascoltare i pareri dei suoi calciatori.