Showbility, il volontariato che nobilita i giovani

Responsabilizzare i giovani. Questo il preciso obiettivo (che nell’era del bullismo imperante ha valenza doppia), di «Showbility». Si tratta del primo percorso di solidarietà sociale al mondo che coinvolge ragazzi, di età compresa tra i 14 ai 25 anni, in attività di volontariato. Un circuito che consente agli adolescenti di affrancarsi da fenomeni come ad esempio il bullismo, attraverso interventi di reinserimento associativo come l’assistenza ai bambini, anziani e invalidi, la pulizia di parchi e la tutela dell’ambiente, la collaborazione nei canili e altre attività costruttive di impiego del tempo libero, prevalentemente nel fine settimana.
Il programma, ideato dalla psicoterapeuta Maria Rita Parsi, da Maria Moreni, presidente di «Physeon», l’associazione per lo sviluppo della professionalità competitiva, etica e solidale e dalla parlamentare del Pdl Gabriella Carlucci, impegna in iniziative di responsabilità sociale non soli i ragazzi, ma anche il mondo dei media, dello show-business e delle istituzioni.
Una squadra d’eccellenza che punta a trasmettere ai giovani valori della vita, come la solidarietà, il rispetto e l’altruismo in cui spiccano Luna Berlusconi, ambasciatrice di Debra Onlus e attori da sempre impegnati nel sociale come Franco Nero e Brando Giorgi.
«Un bel passo avanti - dichiara Giorgi - per arginare fenomeni negativi come il bullismo, che consente ai giovani di essere indirizzati e di condurre un'esistenza ricca di contenuti».
Per partecipare all’iniziativa, i ragazzi, dopo essersi iscritti allo Showbility ed essere pertanto diventati showbi-angels, ritirano una card personale presso i meeting point dislocati in varie zone della città e decidono liberamente a quale attività aderire. A seconda dell’impegno svolto, verranno ricaricati i punti nella tessera che consentiranno loro di ricevere premi come telefoni cellulari e ricariche telefoniche gratuite, di incontrare attori e cantanti preferiti, di essere omaggiati di biglietti per andare a vedere la squadra del cuore allo stadio. Un dare e avere, migliorando la qualità della vita dei giovani attraverso stimoli e motivazioni, come spiega la Parsi: «Oggigiorno si punta sempre il dito contro gli adolescenti, costantemente calunniati e associati solo a episodi di inquietante teppismo. I ragazzi devono semplicemente riuscire a vivere situazioni emozionali costruttive, essere protagonisti di “poesie”, cioè di azioni creative mirate alla costruzione di un futuro migliore. Il vero premio per loro è la consapevolezza del valore della vita».
Entusiasta per aver sostenuto il rivoluzionario progetto, il quattordicenne romano Federico. «La mia vita era piatta e necessitava di una svolta. Sono contento di essere uno showbi-angel e avere finalmente degli obiettivi ricchi di significati morali da raggiungere».