Si costituisce il quarto uomo

Accusato, come i suoi complici già in carcere, di omicidio di primo grado e tentato omicidio

Stefano Vladovich

Delitto di Nettuno: si costituisce anche il quarto uomo. Braccato da due settimane, con i carabinieri sempre alle calcagna, alla fine Vincenzo Italiano, 34 anni, si è presentato in Procura. «Mi sono preso una pausa di riflessione, poi ho deciso di consegnarmi alla giustizia». Originario di Rosario, Reggio Calabria, Italiano è il commerciante di Lavinio, amico della famiglia Ensabella, accusato come gli altri dell’omicidio di Gjuri Varuti, l’albanese di 35 anni massacrato di coltellate al quartiere Sandalo. L’uomo era l’ultimo componente la banda che la notte del 29 giugno ha affrontato a colpi di mannaia un gruppo di extracomunitari «colpevoli» di aver molestato una ventenne. Giovedì si era costituito Vincenzo Ensabella, 48 anni di origine siciliana, padre dei due fratelli arrestati dai carabinieri a poche ore dal fatto. Accompagnato in Procura da un legale, Ensabella è apparso visibilmente provato dalla sua latitanza. Soprattutto distrutto per la drammatica vicenda che ha già portato all’arresto dei suoi figli Alessandro e Lorenzo di 20 e 22 anni. All’appello mancava solo lui, l’ultimo elemento del commando che si è scagliato contro gli stranieri. Da chiarire esattamente i rispettivi ruoli anche se l’autopsia su Varuti stabilisce che la morte è stata provocata da una serie di ferite da coltello su tutto il corpo. A emettere l’ordinanza di custodia cautelare per i quattro, il gip del tribunale di Velletri, Gisberto Muscolo. Le accuse per tutti sono di omicidio di primo grado e tentato omicidio. Gravemente ferito per i colpi ricevuti, difatti, un amico della vittima, S.D. di 30 anni, trovato in un lago di sangue nella Golf di Varuti, nonché un altro albanese, Sokol Xhilaga, soccorso in una seconda auto. Un altro, S.T. di 30 anni, bulgaro, era riuscito a fuggire. Questi ultimi, in seguito alla tragica aggressione, sono finiti in carcere per sfruttamento della prostituzione, inchiesta parallela nata dal primo filone d’indagine. La storia. Sono passate le 3 del mattino, un passante telefona al 112: «Correte si stanno ammazzando di botte». Al IV Stradone del quartiere Sandalo, alla periferia «apriliana» di Nettuno, un corpo senza vita dentro una Volkswagen Golf. Accanto un giovane agonizzante e all’interno di una seconda auto, una Y10 parcheggiata vicino, un terzo ferito. Cosa è accaduto? Tutto inizia giorni prima quando Alessandro e Lorenzo hanno una discussione, in strada, con Gjuri e i suoi amici. Una questione scoppiata per un apprezzamento non gradito rivolto alla fidanzata, ventenne, del primo. All’alba di mercoledì l’epilogo: i tre stranieri fermano l’auto della giovane. «Dove abita il tuo ragazzo?» chiedono. Terrorizzata Michela telefona al fidanzatino che accorre con il fratello maggiore, il padre e il loro amico. I quattro impugnano coltelli da cucina, una mannaia tritacarne e una stecca da biliardo. Una spedizione punitiva in piena regola che finisce in tragedia.