"Siamo stati sepolti dalla Cina"

«I funerali green? Non si può nemmeno chiamarli moda. Da noi in realtà non esistono». Marco Ghirardotti è presidente di Assocofani, il settore di Federlegno che riunisce i produttori di casse funebri. «Le bare e le cassette per i cinerari servono a prescindere - spiega Ghirardotti - perché sono un presidio medico chirurgico che serve a tutelare la salute di chi è intorno».

Conosce l'iniziativa Boschi vivi?

«Ne ho sentito parlare. È diverso dal compostaggio che fanno in America. Le regole che vigono in Italia sono comunque molto rigide. All'estero le ceneri possono essere anche separate, si possono chiudere in pendagli o urne più piccole, oppure trasformarle in diamanti: basta dichiarare di avere un parente fuori dall'Italia e portare le ceneri oltre confine. Quando l'urna è all'estero salta ogni controllo».

Lei che produce cofani funerari, che cosa pensa delle esequie green?

«È una suggestione ma non una realtà di fatto».

Negli Stati Uniti dicono sia una sepoltura più ecologica.

«Il materiale più amico dell'ambiente è il legno. Anche i cartoni riciclati sono pieni di colla e solventi, consumano acqua e producono Co2. E comunque sono una seconda lavorazione del legno. Oggi poi si producono bare con pochissimi trattamenti e con vernici ad acqua, non tossiche. Come per le auto».

Così non aumentano i costi?

«Il prodotto ecologico costa di più. Il problema è che ormai in Italia noi copriamo soltanto il 30-35 per cento del mercato. Quasi il 70 per cento delle bare è importato: arriva da Cina, Romania, Guatemala, senza tracciabilità né garanzie sulla coltivazione del legno. Trent'anni fa c'erano 550 aziende in Italia, oggi siamo rimasti in una trentina di produttori. Gli importatori comprano all'estero per 120-130 euro per ogni cassa e la rivendono a 2.000».

I familiari dei defunti non sanno niente?

«No. In ogni caso, in un funerale i costi maggiori riguardano il personale dei servizi funebri».

Secondo lei gli eco funerali sul modello americano arriveranno anche in Italia?

«In questo settore la tradizione pesa moltissimo. I cambiamenti sono lenti. Semmai è un'altra la novità che sta prendendo piede».

Quale?

«Quella delle case funerarie: sale o appartamenti presi dalle imprese di pompe funebri per il cerimoniale, con bagni e anche posti letto per i parenti lontani».