La sicurezza dei nostri piccoli ciclisti

Luigi Simonetto*

Per un bambino l'andare in bicicletta costituisce un irrinunciabile momento formativo; con essa può accrescere la propria autonomia e potenziare le sue capacità motorie-percettive (senso dell'equilibrio, della velocità, delle distanze, ecc.).
Ricordiamo però che la bicicletta è, comunque, un mezzo di trasporto e come tale deve essere considerata se viene usata sulla strada. In questo caso il bambino deve conoscere le principali regole del traffico e le deve rispettare. Ricordiamoci anche che i bambini, nell'esprimere la loro fisicità, sono istintivi e si lasciano spesso guidare dai loro impulsi e pertanto hanno sicuramente difficoltà a comportarsi correttamente nel traffico. Il campo visivo di un bambino è ridotto rispetto a quello di un adulto, con il risultato di una minor capacità di adattamento alle condizioni di traffico. Il bambino non vede sopra al tetto delle auto, in movimento o parcheggiate, e lui stesso può non essere visibile dall'automobilista.
Gestire la bicicletta vuol dire saper reagire in ogni momento e nel modo giusto a qualsiasi inconveniente che possa capitare. Prima di far andare dei bambini sulla strada con la bici, assicuriamoci che abbiano raggiunto la capacità, per esempio, di guidare solo con la mano destra o solo con la mano sinistra (segnalare la direzione che si vuole imboccare non è solo un dovere, ma è una norma basilare di sicurezza per non mettere a repentaglio la sicurezza propria e degli altri). Viaggiare veloci è facile, molto più difficile è governare la bici alle basse velocità e contemporaneamente evitare gli ostacoli o fare slalom.
Circolare in bici è diventato in certi contesti problematico, eppure per un bambino la bicicletta significa trascorrere il tempo all'aria aperta, scoprire quel che c'è attorno, acquisire sicurezza nei propri mezzi, riconquistare la strada con tutte le sue possibilità di socializzazione; significa divertirsi, a patto di farlo in libertà e in sicurezza. Quel che servirebbe è a tutti ben chiaro e ben noto: più corsie e piste ciclabili protette; più spazi verdi ben tenuti; zone residenziali in cui le auto circolano a bassa velocità, percorsi casa-scuola accuratamente studiati. A quando? Nell'attesa occorre comunque mettere in sicurezza il piccolo ciclista. Nella tabella che segue sono richiamati alcuni semplici accorgimenti e misure di prevenzione.
1) la bici deve essere della misura del bambino: sedendosi sul sellino, deve poter appoggiare i piedi a terra;
2) è preferibile l’acquisto di una bici tradizionale rispetto a una da cross;
3) freni e fanali devono essere funzionanti;
4) i bambini devono essere educati a usare il casco ogni volta che vanno in bici, non solo per strada, ma anche in luoghi protetti (piste ciclabili, cortili...);
5) il casco deve essere scelto dal bambino;
6) il casco deve calzare perfettamente, deve essere visibile di sera e il bimbo deve essere capace di aprirlo e chiuderlo con una mano sola;
7) la calotta esterna deve essere rigida;
8) il casco, indossato, non deve compromettere udito e vista del bambino.
* Traumatologo dello sport-Sport Service Mapei, Castellanza (Va)