Un silenzio che finalmente anche i libri rompono

«Sono nato in terra di camorra, nel luogo con più morti ammazzati d’Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata agli affari, dove niente ha valore se non genera potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale». Nessun dubbio. Sicuramente Gomorra di Roberto Saviano è il libro più intenso, più accurato, più letterariamente bello sulla camorra.
Ma se Saviano è lo scrittore che ne ha parlato con più forza ed ottenendo il maggior successo, non è però stato il primo, né l'ultimo. Suo illustre precursore fu Luigi Compagnone, col suo Mater Camorra, recentemente ripubblicato dalla Marlin.
È di un paio d'anni fa Sfregio (Mondadori) di Francesco De Filippo, in cui l'io narrante è proprio un camorrista e chi legge rivive le sue aberrazioni ed i suoi incubi. E poi, ancora, Sandokan. Storia di camorra di Nanni Balestrini (Einaudi), e I boss della camorra di Bruno De Stefano (Newton), e 'O sistema. Un'indagine senza censure sulla camorra, con dvd, di Matteo Scanni e Ruben H. Oliva (Rizzoli)... Si potrebbe continuare con il libro di Gigi di Fiore pubblicato dall'Utet La camorra e le sue storie. La criminalità organizzata a Napoli, dalle origini alle ultime guerre, ricordare l'intrigante Il potere a Napoli di un caustico Percy Allum, pubblicato dall'Ancora del Mediterraneo fino al recentissimo Ragazzi di camorra di Pina Varriale (edizioni Piemme) che ha appena vinto il premio Bancarellino 2008. Per non parlare dei film, dal più classico di tutti Il camorrista di Giuseppe Tornatore al più recente Fortapasc di Marco Risi (e come non ricordare il bel libro di Antonio Franchini L'abusivo, che ripercorreva proprio la vicenda del giovane cronista napoletano ucciso dalla camorra). Praticamente il fenomeno socio-criminale è stato sviscerato, indagato, raccontato in ogni modo. Se ne conoscono meccanismi e turpitudini.
Ancora Gomorra: «Mentre i clan trovavano spazio ovunque per i rifiuti, l'amministrazione della regione Campania dopo dieci anni di commissariamento per infiltrazioni camorristiche non riusciva più a trovare il modo di smaltire la sua spazzatura»...
Insomma, se la camorra è stata a lungo un tabù letterario, oggi sicuramente non lo è più. Oggi, forse, sono altre le cose di cui non si parla.