Simenon, Ellroy e Winslow. Tre assi sul tavolo del crimine

Scritto da Georges Simenon nel 1937 a Porquerolles e pubblicato da Gallimard l'anno successivo, Monsieur La Souris fa parte del ciclo dei cosiddetti «romanzi duri», ma è una storia che ha una curiosa cadenza giocosa. Tradotto da Adelphi con il titolo Il sorcio (pagg. 155, euro 18, traduzione di Simona Mambrini), può essere definito «un Maigret senza Maigret», perché nelle vicende sono coinvolti il commissario Lucas e l'ispettore Lognon che di solito lo affiancano nelle sue inchieste.

Fra il '34 e il '39 Simenon sospese le storie del suo protagonista, permettendosi di sviluppare trame originali non per forza seriali e nel Sorcio costruisce la vicenda sul personaggio di un vecchio clochard, La Souris, alias il Sorcio, alias Ugo Mosselbach. È lui a trovare accanto a un cadavere una busta gialla contenente 150mila franchi e per potere essere sicuro di tenerli in futuro ne dichiara il ritrovamento alla polizia. Il barbone resterà coinvolto in una vicenda di rapimenti, agguati di gangster, maneggi da alta finanza e sarà lui stesso a raccogliere con bonarietà gli indizi che porteranno alla soluzione del caso. Lui che si presenta nella descrizione di Simenon come «un ometto magro, con due occhi eccezionalmente vivaci e maliziosi, una peluria rossiccia che tendeva al bianco sporco e un modo personalissimo di portare stracci troppo grandi per lui con una dignità che rasentava l'eleganza».

Emarginati, sbandati, gangster e assassini sono invece i protagonisti delle storie riunite da James Ellroy in Hollywood trema (Bompiani, pagg. 304, euro 14, traduzione di C. Prosperi e S. C. Perroni) che racchiude testi pubblicati separatamente nei volumi Crime Wave e Grave Doubt. In maniera chirurgica, con uno stile sintetico e un occhio spietato, Ellroy ripercorre le vicende sentimentali di Lana Turner con il gangster Johnny Stompanato per raccontare l'attività di persecuzione mediatica attuata dall'editore Daniel Danny Getchell, responsabile della testata scandalistica Hush Hush. Ma lo scrittore statunitense ricostruisce nei dettagli anche l'omicidio di O. J. Simpson, esamina una giornata tipo a Hollywood del regista Curtis Hanson, ripercorre le vicende del condannato a morte Gary Graham nella speranza che la corte rileggendo la sintesi del suo racconto possa decidere di rinviare la sua pena capitale.

Ellroy ha persino il coraggio di scavare nei suoi «luoghi oscuri» rianalizzando gli eventi che portarono alla tragica e brutale morte di sua madre. L'autore espone la cruda e dura verità dei fatti. Si è fatto un'idea precisa di Los Angeles, dove «arrivi spregiudicato e diventi pregiudicato» ed è altrettanto convinto che «gli omicidi richiedono un interminabile processo investigativo che molto raramente ha la fortuna di poter essere diretto e lineare - perlopiù perché interrotto da sempre nuovi casi da risolvere, che drenano le risorse delle forze dell'ordine assegnate alle indagini e inondano gli investigatori di interrogatori, testimonianze in tribunale, verbali da redigere e parenti da ammorbidire e lusingare per riuscire a spremergli qualche particolare rivelatore. Gli omicidi raramente si diradano e mai si fermano; gli omicidi tengono fede alla Trinità del Movente: droga/sesso/soldi».

Non fa sconti nemmeno Don Winslow nel suo epico noir Corruzione (Einaudi, pagg. 552, euro 21, traduzione di Alfredo Colitto) che condensa la parabola esistenziale del poliziotto Danny Malone. È stato lui a creare la Manhattan North Special Force, per combattere il crimine giorno per giorno lungo le strade, cercando di dare una ragione al suo senso di giustizia, cercando di guardare con disprezzo i criminali e con pietà le vittime. Lui che da tempo cerca di «allontanare la giungla» del crimine e di riconquistare territori alla legalità. Una pistola nascosta nel retro dei pantaloni, un coltello nello stivale e una manciata di pastiglie di dexedrina per stare sempre in piedi, hanno permesso a Malone di sopravvivere a situazioni estreme, e lo hanno reso un poliziotto speciale. Il giorno in cui si troverà per la prima volta dietro le sbarre, accusato di corruzione, tutto il muro che si è costruito intorno si sgretolerà poco a poco e soltanto il suo istinto e il suo coraggio gli permetteranno di affrontare un'ultima disperata missione.

Commenti

agosvac

Dom, 02/07/2017 - 14:24

Simenon tutti lo conoscono, gli altri sono degli "illustri" sconosciuti!!!