Con la sindrome metabolica si moltiplicano i rischi cardiaci

«La sindrome metabolica è una costellazione di fattori di rischio (ipertensione arteriosa, aumento dei trigliceridi, riduzione del colesterolo buono Hdl, iperglicemia e obesità centrale) che proprio nella loro associazione hanno un effetto moltiplicativo. Averli tutti, o almeno tre, aumenta infatti tre volte il rischio di eventi cardiovascolari e di sei - sette volte il rischio di diabete nei successivi dieci anni», spiega la professoressa Maria Grazia Modena, direttore della struttura complessa di cardiologia presso il Policlinico di Modena. Una realtà solo americana fino a qualche tempo fa. Ma oggi, secondo dati recenti, in netta espansione anche in Europa e in Italia dove si sta registrando un aumento dei casi del 25-30. L’obesità viscerale, il grasso cattivo, che si accumula a livello dell’addome, infiammatorio e protrombotico, è il principale imputato nel favorirla. I dati non confortano: un quarto degli italiani è obeso, mentre oltre la metà è in sovrappeso. Anche a livello pediatrico l’adiposità dilaga: i bimbi italiani, secondo statistiche, sarebbero tra i più cicciottelli in Europa. «Mangiamo troppi cibi ipercalorici e molti carboidrati e ci muoviamo poco», spiega la professoressa Modena. «Oggi l’obesità è sempre più presente in molte aree del mondo. Si parla sempre più di globesità. Paesi che fino a dieci anni fa erano lontani da questi problemi, come la Cina, oggi ne sono colpiti».
Che fare dunque per evitare l’incremento delle malattie cardiovascolari? Prevenzione in primo piano, cure adeguate ed una visione olistica del problema. Va in questa direzione l’impegno del Centro cardiometabolico, attivo dal 2006 al Policlinico di Modena, presso la struttura complessa di cardiologia: circa 1300 pazienti valutati finora di entrambi i sessi. Tra gli obiettivi quello di sviluppare progetti di ricerca sui meccanismi genetici, biochimici e fisiopatologi che legano l’obesità viscerale e l’insulino-resistenza al rischio cardiovascolare e una continua collaborazione con altre strutture del policlinico che si occupano di patologie endocrino-metaboliche. Oltre alla presenza di uno psichiatra e alla sinergia con il Centro benessere donna: struttura polispecialistica per la diagnosi precoce e la gestione delle patologie nella donna in post-menopausa, attivo dal 1996, oltre 3.500 donne curate. «Il paziente viene da noi inviato dal medico di medicina generale o dallo specialista », spiega Maria Grazia Modena. «Dopo una visita con un approccio al rischio cardiovascolare globale, con un’ecografia del cuore e dei vasi, viene indicata una dieta e un piano di attività fisica, con terapia medica e un controllo mensile. Il tutto è in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale».