Sinistra ostaggio del laicismo

Gianni Baget Bozzo

Al Parlamento Europeo Forza Italia, Udc, An e Lega hanno votato contro il finanziamento dell’Unione Europea alla ricerca sulle staminali embrionali. La sinistra ha votato a favore, la Margherita si è divisa.
Il centrodestra italiano ha avvertito il problema posto dalla Chiesa cattolica alla coscienza dell’Occidente sui problemi della vita e della famiglia. In questo modo, le questioni bioetiche sono diventate solo parzialmente trasversali, perché in Italia hanno avuto il sostegno compatto di uno schieramento politico. E ciò non significa che lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi sia uno schieramento confessionale.
Dopo la fine della Dc, la Chiesa ha inteso la necessità di rinunciare alla qualifica politica del voto cattolico. È parso che la posizione migliore fosse per la Chiesa quella di sostenere le proprie posizioni e di lasciare agli elettori la scelta. Il voto cattolico diveniva così obiettivamente trasversale. Nel caso della vita e della famiglia, la Chiesa riteneva che esse si ponessero su un piano della identità culturale oltre ogni differenza religiosa.
Ma il risultato è stato che le posizioni a favore della difesa della vita e della famiglia divenissero per il centrodestra posizioni di identità politica, mentre nel centrosinistra prevaleva la posizione opposta. È vero che la legislazione sulla fecondazione assistita è stata introdotta anche con il voto della Margherita che appartiene alla coalizione di sinistra: ma questo è stato possibile perché la maggioranza del Parlamento che votò quella legge era solidamente centrato sul centrodestra. Forza Italia unisce cattolici e laici, ma anche i laici di Forza Italia hanno sostenuto le posizioni della maggioranza e hanno così consentito il successo della legge e, successivamente, del referendum promosso dalla sinistra contro di essa. Non è un caso che la sinistra abbia votato contro una legge e abbia promosso il referendum abrogativo di essa. La sinistra italiana è ormai pervasa, come la sinistra europea, da una posizione laicista, che ritiene la scienza come unico criterio delle scelte e lo sviluppo di tutte le tecniche di intervento come inevitabilmente perseguibili.
La presenza dei cattolici nelle file dello schieramento di sinistra appare più come una resistenza al lento progredire delle tesi laiciste che contestano alla Chiesa, nelle loro posizioni più radicali, persino il diritto di parola. Ciò è apparso chiaro nella questione del ritiro della firma dell’Italia sulla legge europea sui progetti di ricerca, che comprende anche otto ricerche sulle staminali embrionali. Nonostante la protesta dei cattolici, la scelta del ministro Mussi è rimasta e l’Italia ha tolto il limite che il ministro Moratti aveva posto alla ricerca europea.
Che ci sia un gruppo di cattolici nei due schieramenti in favore delle posizioni tradizionali sulla vita non toglie il fatto che la situazione di essi, all’interno dei due poli, sia assai diversa. Nel centrodestra le tesi cattoliche sono in maggioranza, nel centrosinistra sono in minoranza. E la posizione dei cattolici della sinistra può essere solo d’impedimento o di ritardo di fronte a una posizione laicista che è maggioritaria o dominante in tutti gli schieramenti dell’Unione. Risulta così che la differenza sulla vita e sulla famiglia non è in realtà trasversale, ma è contestuale alla differenza tra destra e sinistra.
Ciò non accade solo in Italia: nel mondo occidentale la differenza tra la tradizione e il laicismo diviene interna alla politica perché riguarda la fisionomia stessa della società. Non è un caso che il ministro Turco, pur cattolica praticante, ha enunciato l’intenzione di rivedere la legge sulla fecondazione assistita. È così pensabile che la scelta di fare delle questioni della vita e della famiglia una questione trasversale corrisponda più a una lettura confessionale di quei temi che alla comprensione del rapporto tra tradizione spirituale e civiltà. Il centrodestra non può non essere un partito della tradizione proprio perché è la forza che si preoccupa di mantenere l’identità della storia culturale dell’Occidente. Ciò riguarda l’essenza stessa della politica: e la vita e la famiglia divengono temi politicamente divisivi. Una legislatura dominata dalla sinistra finirà inevitabilmente con l’affermazione del laicismo in sede italiana.
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