"Siro", quando il destino ha più fantasia di te

Ci sono libri che si leggono tutti d'un fiato. “Siro” è invece un libro che ti prende il fiato. E tu sei costretto a inseguirlo fino all'ultima pagina

Una storia dura come la pietra, terribile e dolce, tenuta segreta, celata nel silenzio della gente di paese, una storia di sofferenza, di dolore, di coraggio, di odio, di amore e rassegnazione: è la storia di Siro. “Può capitare di perdere tutto e ricominciare daccapo e di perdere ancora senza smettere di rialzarsi: a volte è per vivere, altre volte è per amore”: questa frase racchiude l'essenza del nuovo romanzo di Francesco Vidotto, 34enne ex consulente d'azienda, che ha abbandonato una realtà sicura per seguire il suo sogno. Quello di scrivere.

Dal 4 aprile è nelle librerie “Siro”, pubblicato con la casa editrice Minerva Edizioni. Centosessantadue pagine in cui l'autore con maestria riesce a tirar fuori il sapore dell'antico (come le carte ingiallite del diario del pastore protagonista), la sofferenza di una donna (Vera), l'amore di una madre (Stella), la meschinità di un padre (il medico), e via discorrendo. Piano piano, ma inesorabilmente, Vidotto riesce a tratteggiare una storia. Di vita, sofferenza, amore, rassegnazione.

Un pastore che, misero e vessato da un padre violento, impara a leggere e scrivere tra monti di Tai di Cadore. Che incontra l'amore, impossibile, ma vero. Che ne viene privato per l'ostilità e per i cliché. Un dolore a cui se ne aggiungerà un altro, atroce, come un coltello puntato tra cuore e polmoni. Ma Siro, lui, che ha fatto della solitudine e dei libri la sua forza, andrà avanti. Di fronte a una vita crudele, andrà avanti. Dolorosamente, ma andrà avanti. Fino a quando il destino verrà a cercarlo ancora. Per regalargli un briciolo di gioia. Che durerà per sempre.

Ambientato tra gli anni Trenta e gli anni 2000, “Siro” ti lascia con la consapevolezza che il destino ha di certo più fantasia di te, ma che a volte arriva anche a rincuorarti. Non del tutto, ma arriva, in qualche modo. Perché, come scrive Vidotto, “nella vita le salite non finiscono mai...e nemmeno i bei panorami”. Sullo sfondo di questo libro si animano le Dolomiti. La montagna che insegna a vivere.