Per il Sismi in Lombardia un campo per kamikaze La Procura: «Non ci risulta»

«Un campo d’addestramento per terroristi islamici in Lombardia? Non ci risulta». È questo è leit motiv degli inquirenti milanese. Una pioggia di smentite dunque in seguito alla notizia, comparsa ieri su alcuni quotidiani, di una informativa dei servizi segreti che avrebbero individuato proprio nel territorio lombardo una delle centrali per addestrare kamikaze.
L’allarme sarebbe scattato a luglio quando il Sismi (Servizio per le informazioni e la sicurezza militare) avrebbe predisposto un dossier su una scuola per attentatori suicidi con «istruttori esperti arrivati dall’estero per colpire obiettivi in Italia» per colpire una serie di obiettivi quali «Vaticano, le metropolitane di Milano e Roma e città d’arte come Venezia e Firenze».
La Procura di Milano ha subito diramato un comunicato in cui spiega che in questo momento «nulla risulta» circa l’informativa del Sismi. In particolare Stefano D’Ambruoso ora rappresentante italiano alla sede Onu di Vienna quale esperto giuridico, ma in passato pm impegnato sul fronte anti-terrorismo e dunque memoria storica, non intende commentare. «Sono in vacanza - si limita a dire, comprensibilmente seccato per l’intrusione - e non ho nulla da dire in merito a queste notizie».
Gli fa eco il questore di Milano Paolo Scarpis, anche lui laconico ma chiaro: «Agli atti nulla risulta in merito a una scuola di kamikaze in Lombardia». Gli fanno eco gli investigatori dell’Arma che, anche se non vogliono essere citati, fanno presente come in Lombardia operino circa 450 caserme di carabinieri su 1.100 comuni. Senza contare commissariati, posti di polizia, polizie provinciali e comunali. Lasciando così intendere di ritenere altamente improbabile che terroristi islamici possano addestrarsi all’uso di armi ed esplosivi senza fare rumore e dunque passare inosservati a un mezzo esercito di tutori dell’ordine.
Anche dal «fronte islamico» piovono ironiche smentite come quelle di Ali Schuetz, esponente della comunità milanese. «Non è la prima volta che si segnala una cosa del genere. Ricordo che anche all'interno dell'inchiesta denominata Sfinge del 1996 si parlava di un campo di addestramento nel Bergamasco, senza mai trovare prove della sua reale esistenza». Ribatte Abdel Hamid Shaari, il direttore dell'Istituto di cultura islamica di Viale Jenner: «Se i Servizi sanno che esiste una scuola di kamikaze non bisogna scriverlo sui giornali, ma bisogna arrestarli».