Skoll, il rock tra Mishima e la musica alternativa

Il cantautore milanese di "Area" prepara un nuovo album

«È naturale che per un artista di Area, etichettato come “diverso” a priori dalla tollerante tradizione di sinistra (tutte le idee vanno bene ma non quelle diverse dalle nostre), risulta impossibile farsi conoscere attraverso i canali mediatici canonici. Ma io non nutro alcuna ambizione musicale di tipo professionale. Per me la musica non è una professione ma una passione. Non sono un professionista e non scalpito per diventarlo. Chi vuole alla fine trova i miei brani e i miei dischi. Chi non vuole non mi ascolti». É perentorio Skoll, artista milanese (militante) della musica alternativa di destra che oscilla tra il cantautorato e il rock aggressivo. Tra i suoi dischi infatti c'è il duro e ruvido Sole e acciaio, concept album dedicato a Yukio Mishima e al Giappone tradizionale, e l'acustico Il segreto di Lacedemone per chitarre, pianoforte e campionature elettroniche, senza contare uno dei suoi primi lavori (è sulla scena dal 2000), Evita, destinato a raccogliere fondi per i poveri dell'Argentina e il recente Armilustri absinthium, intenso album di ballate per chitarra e pianoforte. «La musica pop si rivolge ad un pubblico enorme - dice Skoll - per questo deve parlare un linguaggio comprensibile alle masse. Inevitabile quindi la banalizzazione del linguaggio musicale) oltre che l'inutilità di una autentica espressione artistica». Da vero artista autarchico, è curioso di ciò che lo circonda e ama Battiato («un genio»), Ruggeri, Van De Sfroos, il folk rock del musicista ceco Daniel Landa e la potenza sonora di gruppi come i Rammstein.
Skoll tiene decine di concerti all'anno non solo in Italia ma anche in tutta Europa spingendosi persino in Canada e si esibisce ora da solo, ora con i fedeli Fabio Constantinescu alle chitarre e al basso e Davide Picone alle tastiere. Ora sta preparando un nuovo cd. «Di fronte al disastro causato da chi non capisce la differenza tra economia e finanza, ho scritto canzoni su gente che ha fatto il bene dell'Italia. Canterò i ragazzi che hanno fatto il Risorgimento con slancio ideale; gli alpinisti di Ardito Desio che si sono aggrappati alle pareti assassine del K2 per piantarci il tricolore; dell'originalità del futurismo; di Paolo Borsellino e di chi, come lui, si è sacrificato dimostrando che un sol uomo con la schiena dritta vale più di una moltitudine piegata ad ogni compromesso.