Solidarnosc vuol rovinare la festa del ventennale della caduta del comunismo

Il sindacato simbolo della ribellione degli operai polacchi contro il regime asservito a Mosca è pronto a trasformare le celebrazioni del 4 giugno a Danzica in una manifestazione contro il governo. E Lech Walesa chiede di cancellare la festa

Le celebrazioni del 4 giugno prossimo a Danzica, in ricordo del ventennale delle prime elezioni libere in Polonia, rischiano di diventare il palcoscenico per le proteste del sindacato Solidarnosc, sul piede di guerra contro il governo che in accordo con l'Ue minaccia di far chiudere gli storici cantieri navali. Una situazione surreale, dove la classe politica di oggi - sorta proprio dalla lotta di Solidarnosc contro il comunismo - si trova a celebrare quegli stessi simboli del passato che, per ironia del destino, minacciano di scendere in piazza contro chi intende rendere loro omaggio. Da tutta Europa, molti politici hanno già accolta l'invito di Varsavia a partecipare al «ventesimo anniversario della riconquista della libertà e della caduta del comunismo in Europa centrale». Vista l'aria tesa che si respira a Danzica, il premier Donald Tusk ha tuttavia lasciato intendere che potrebbe spostare le celebrazioni a Varsavia. «Dobbiamo interrogarci su quale senso abbia organizzare tale evento a Danzica, se poi dovrà venir rovinato. Sarebbe meglio cancellarlo che accostarlo a fischi, immagini di violenze e pneumatici bruciati», ha detto il primo ministro polacco. Lech Walesa, storico leader di Solidarnosc e primo presidente della Polonia libera, si è appellato al premier affinché annulli le celebrazioni, chiedendo allo stesso tempo un impegno congiunto con l'Unione Europea per salvare i cantieri-simbolo della lotta per la libertà contro la dittatura comunista.