Sotto schiaffo il simbolo dei Giochi

La fiaccola che doveva percorrere 28 chilometri a Parigi è stata spenta ieri almeno una volta «per ragioni tecniche», o meglio per incidenti legati alla politica. È la prima volta che accade e anche la fine di un mito, quello legato all’intoccabilità del simbolo di unità tra tutti i Paesi del mondo almeno in occasioni delle Olimpiadi, secondo l’antica tradizione.
Una cosa è, però, la fiaccola e un’altra la fiamma olimpica. Quest’ultima, portata in Francia in una lanterna, è sempre rimasta accesa, sorvegliata da tre guardiani attentissimi: si tratta di componenti del comitato organizzatore dei Giochi di Pechino, che seguono il corteo proprio per permettere di riaccendere la fiaccola in caso di necessità, com’è successo ieri a Parigi.
Le origini del simbolo, uno dei più noti delle Olimpiadi, risalgono ai Giochi dell’antichità classica. Già nell'Antica Grecia un fuoco veniva tenuto acceso per tutto il periodo di celebrazione delle Olimpiadi. Il fuoco venne reintrodotto nelle Olimpiadi del 1928, disputate ad Amsterdam, e da allora la fiamma che arde in un tripode fa parte del cerimoniale delle Olimpiadi moderne.
La fiaccola olimpica è il mezzo di trasporto della fiamma durante la staffetta che la porta dal luogo dell'accensione (di solito Olimpia, in Grecia), al luogo di celebrazione dell'Olimpiade. Fu in occasione dei Giochi di Berlino del 1936 che per la prima volta si attuò l’idea di una staffetta: più di tremila tedofori (“teda” è la fiaccola cerimoniale in greco) si passarono la torcia di corsa da Olimpia alla capitale tedesca. Da allora, e nonostante il precedente «hitleriano» anche la staffetta è diventata una tradizione. L’ultimo tedoforo è di solito un atleta famoso del Paese ospitante ed è lui che accende la fiamma nel tripode.
Anche se per la gran parte del tragitto la fiaccola viene portata da corridori, è stata trasportata anche in molti altri modi. Viaggiò per nave nel 1948, per attraversare la Manica, e venne trasportata in aereo per la prima volta nel 1952, quando andò a Helsinki. Nel 1976 la fiamma fu trasformata in un impulso elettronico, che da Atene venne inviato via satellite in Canada, dove un raggio laser venne utilizzato per riaccendere la fiaccola.