In Spagna oggi si vota: socialisti già pronti a perdere

Zapatero ha fatto tante promesse, ma ha lasciato solo cocci. <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/lex_premier_in_spagna_ormai_snobbano_tut... target="_blank">Lo storico Garcia Sanz: "L'ex premier? Ormai lo snobbano tutti"</a></strong>

Crolla il partito e va in pezzi anche la mitologia zapateriana. Che fine faranno le quote rosa, cavallo di battaglie del Psoe? L’allarme lo avevano già lanciato le deputate a settembre. Cinquanta per cento in meno, prevedevano mesi fa tra indignazione e sgomento, spingendo per una riforma urgente. Gli uomini avvantaggiati, loro no. Nelle elezioni del 2008 sono state elette 73 donne tra le candidate socialiste. Ora con la caduta a picco del partito potrebbero passare a 38, massimo 40. I deputati oggi sono 96 e dopo le elezioni di oggi diventerebbero 87. Cioè perderebbero solo il 10 per cento dei posti. Nei Paesi baschi e nella Provincia Castilla - La Mancha salirebbero solo uomini. E le deputate? Marta Gaston, portavoce dell’Economia, Candida Martinez, portavece di Educazione, Pilar Grande, portavoce per la Sanità, sono tutti nomi illustri che rischiano di venir risucchiate nell’ombra del loro stesso partito. Lontanissime dalla possibilità di salire al potere.

Restano cinque milioni di disoccupati, tantissimi i giovani senza lavoro, molti si sono riversati nelle piazze tra gli indignados a rivendicare i loro diritti. La lentezza di Zapatero in materia di riforme ha lasciato sul campo una crisi sociale tra le peggiori d’Europa, restano 308 miliardi di mutui sull’edilizia pubblica e privata. Un’eredità pesante. È per questo che oggi tutti i sondaggi danno vincente Mariano Rajoy, leader popolare che se verrà eletto, si troverà una bella gatta da pelare.
MAlf