Spesa, ecco come risparmiarediecimila euro all'anno

In casa, al mercato, nei negozi, in viaggio: i trucchi per non privarsi di nulla senza far piangere il portafoglio. Fino al 50% in meno  comprando dal produttore<br />

Bella, brava e pure risparmiosa. La signorina Tessa sarebbe proprio la compagna ideale per un maschio scapestrato. Sì, insomma, uomini come noi: che a casa sprechiamo un intero cartone di Spic&Span per pulire il pavimento di una sola stanza; che dal fruttivendolo, a Natale, compriamo l’anguria pagandola 5 euro al chilo; che decidiamo di rinnovare il guardaroba il giorno prima dell’inizio dei saldi; che prenotiamo un viaggio intorno al mondo senza chiedere preventivi, ma fidandoci della «professionalità» del tour operator.

A questo punto vi chiederete: ma la «signorina Tessa» esiste davvero? E, se sì, è disposta a mettere il macho-scialacquone sulla buona strada dell’acquisto intelligente? La «signorina Tessa» esiste, eccome. Tessa è il nome e Gelisio il cognome. Ora ve la ricordate? È quella ragazza bruna, sempre sorridente, conduttrice di trasmissioni televisive dove si mangia e si beve che è un piacere. Dopo anni di esperienza la videomassaia Tessa ha deciso di raccogliere il meglio in una serie di libri. Ma cos’è, il solito bla bla di consigli utili per spendere meno? Decisamente no. Nelle schede della sora Tessa non ci sono chiacchiere, ma fatti. Una guida con tanto di «indicazioni per l’uso» e relativo risparmio (quantificato dal primo all’ultimo euro). Insomma, un vademecum usa e getta (da gettare dopo averlo letto, ovviamente) del tipo: se fai così, risparmi X; se fai colì, risparmi Y.

Roba concreta, mica favole. In casa Gelisio, all’ingresso, c’è un cartello con tanto di scritta a caratteri cubitali: «Per uscire dalla crisi dei consumi bisogna consumare». Parole sante che quella santa donna di Tessa spiega da par suo: «Per non soccombere sotto il peso delle spese sempre più salate di luce e gas, tenendo in considerazione anche la salvaguardia dell'ambiente, basta seguire alcune semplici ma pratiche regole. In cucina si risparmia fino al 50% acquistando i prodotti direttamente dal consumatore: no, quindi, allo shopping nei supermercati e sì alle compere direttamente in fattorie, cantine e frantoi. Preferendo i prodotti sfusi come spezie e caffè si può tagliare del 70% la spesa annuale, abbattendo i consumi dei contenitori di plastica o carta».

Ma, portafoglio alla mano, andiamo al concreto: 6.000 euro l'anno di risparmio tra i fornelli (dalla spesa alla conservazione, dai tipi di cottura ai menù) e 4.000 euro tra le pareti domestiche (in energia, riscaldamento, elettrodomestici, luce, detersivi). Per ulteriori dettagli consultare i due libri «Risparmiare in Cucina» e «Risparmiare in Casa» editi dalla Larus, spenderete qualche euro ma saranno soldi benedetti. L’appello è rivolto a una vasta umanità: casalinghe, studenti, single, lavoratori, disoccupati, madri in carriera e padri cassaintegrati.

«Con questi due libri - spiegano gli autori - è possibile intraprendere uno stile di vita economico ed ecologico senza per questo rinunciare alla buona cucina e a una casa sempre in ordine. Alla fine di ogni capitolo, a differenza di tanti altri manuali simili, il lettore troverà quantificato davvero il risparmio che può accumulare mese dopo mese».
Facciamo qualche esempio. «Se si opta per una lavatrice di classe A si spende il 40% in meno a fine anno. E se poi si decide di investire sull'eolico anche tra le mura di casa, si taglia anche sulla bolletta della luce installando un'alimentazione eolica da 400 W che dia energia agli elettrodomestici».

Ma il risparmio passa anche per il bucato: sostituendo il normale detersivo con un sapone “bio” «a base di noci indiane» (mi raccomando, «noci indiane». Diffidate dalle noci africane o europee... ndr), si possono mettere da parte «fino a 40 euro all'anno». Per chi si sente ambientalista nell’animo è in vendita anche l'opzione a energia solare: «Per mantenere i cibi freschi utilizzando il calore» (se la giornata è nuvolosa, però, siete fregati... ndr). E inoltre: per cucinare menu eco-sostenibili senza ridursi al verde, meglio «affidarsi direttamente al produttore grazie al quale si riesce a tagliare sulle spese per la tavola; ci guadagna il salvadanaio e anche il palato».
Per arrivare a risparmiare cifre importanti non serve complicarsi la vita con calcoli e restrizioni impossibili: «Le prime mosse possono essere fatte tra i fornelli, riciclando gli avanzi della cena è possibile creare ricette veloci e decurtando buona parte degli sprechi che quotidianamente ogni famiglia compie sotto il profilo alimentare». Facile a dirsi, cara sora Tessa. Peccato che, all’atto pratico, si riesca poi a riciclare ben poco. Di qui l’importanza di risparmiare «a monte», come direbbe Reinhold Messner.

«Nel momento dell'acquisto - raccomandano i cultori della parsimonia - è possibile spendere meno e guadagnarci anche in qualità optando per la filosofia “dal produttore al consumatore”: comprando da coltivatori diretti, e perciò senza intermediari, ortaggi, frutta e verdure è possibile risparmiare fino al 50% rispetto ai canali di vendita tradizionali, come supermercati e discount. Stesso discorso anche per il vino, che è più buono, e più a buon prezzo, se si compra là dove viene prodotto, cioè nelle cantine dei viticoltori. Il costo si
riduce così del 25-30%».

Il risparmio aumenta ulteriormente per l'olio extra vergine di oliva: «In un frantoio tipo si può trovare un prezzo medio di 2,83 euro al Kg, rispetto agli 8 euro al litro di una bottiglia in vendita sugli scaffali del supermercato». Buona bruschetta a tutti.
Con un po' di costanza è possibile ottenere simili risultati anche per quanto riguarda i prodotti abitualmente acquistati imballati o in contenitori di plastica e cartone: «Acquistare prodotti non confezionati fa bene all'ambiente e al portafoglio. Il risparmio maggiore si ottiene con le spezie e il caffè: per loro i numeri si aggirano dal 10 al 70% di soldi non spesi. Allo stesso modo il prezzo di una scatola di cereali è di 6,05 euro al chilo, il prezzo per la stessa quantità sfusa scende a 3,99 euro».

E per chi non può fare a meno di una fiorentina al sangue almeno una volta al mese, un «giusto investimento» è «l'adozione» di una mucca, presso un allevamento certificato: «in un anno si arrivano a risparmiare fino a 300 euro sulle spese per la carne».
«Adottare» una mucca per farne bistecche? A mali estremi...