Quando l’uomo moderno s’innamora del computer

Appare così strano immaginarsi che, tra qualche anno, arriveremo ad un legame così profondo con il sistema operativo del nostro PC, da innamorarcene?

Ha vinto il Premio Oscar per la sceneggiatura, minimo sindacale per uno dei film più interessanti e accattivanti degli ultimi anni. Non una novità assoluta, ma tagliato con una prospettiva decisamente innovativa che ha una sua peculiarità di fondo: non sembra così surreale. Perché il futuro immaginato in Her non appare così utopico, considerato come la Rete abbia cambiato radicalmente il nostro modo di interagire con il prossimo. Le mail hanno sostituito le telefonate, gli sms tolgono dall'imbarazzo di una chiamata di condoglianze, le notizie di amici e parenti si hanno in tempo reale con i social network. Appare così strano immaginarsi che, tra qualche anno, arriveremo ad un legame così profondo con il sistema operativo del nostro PC, da innamorarcene?

È quello che capita a Theodore (Joaquin Phoenix, bravissimo) che, di professione, scrive lettere per gli altri. Siamo, infatti, in un mondo dove l'incomunicabilità regna quasi sovrana tra gli uomini. In procinto di divorziare e con una vita decisamente triste, Theodore acquista un sistema operativo all'avanguardia, in grado di relazionarsi in maniera intelligente con il suo proprietario. Oltre a compiti pratici, l'OS, ribattezzato Samantha (con la voce della Johansson in originale e della Ramazzotti doppiata), sembra capire il suo proprietario, consigliarlo, scherzarci insieme, conoscerlo nel suo profondo. Un'affinità talmente alta da far scattare qualcosa nell'uomo, un sentimento impossibile (si può amare un sistema operativo?) corrisposto anche dalla macchina, con la quale arriva ad avere rapporti sessuali virtuali. La sofferenza, però, può essere anche tecnologica.

La rappresentazione che Jonze fa delle relazioni umane fa riflettere. Certo, si può obiettare che lo scenario è assurdo. Pensate, però, a come comunicava la nostra società, pochi decenni fa.