50 sfumature di grigio

Da ieri sul web il primo trailer del film tratto dai romanzi di E.L. James. Tenerezze e pose sadomaso. Per il rapporto completo (leggi l'approdo delle sale) se ne riparla fra sette mesi...

Il supplizio di Tantalo è cominciato. Ovviamente in Rete, dove da ieri circola un assaggio di che cosa accadrà alla studentessa di college Anastasia Steele, incarnata dalla figlia d'arte Dakota Johnson: minigonnella blu svolazzante intorno a cosce tornite, arietta ingenua da «Insomma, mi guardi» (e lui, infatti, il sexy bilionario Christian Grey, risponde deciso: «La guardo», come il gatto che gioca col topo), in lei tutto è vittima predestinata. Una Justine consenziente, si capisce. Una ragazzina con la coda di cavallo che, con la scusa dell'intervista al personaggio del momento, entra nel frullatore dei sensi, passando per l'ufficio di lui, ai piani alti del management internazionale. Una porta si chiude, ma un portone di erotismo si apre.

E inizia così lo stupendo gioco sado-maso di Cinquanta sfumature di grigio , il film di Sam-Taylor Johnson, targato Universal e prodotto da Michael de Luca e Dana Brunetti, col fiancheggiamento dell'autrice del bestseller omonimo, l'inglese E.L. James (al secolo Erika Leonard), folgorata a Roma dall'aitante imprenditore Alessandro Proto. E di Proto, il modello irlandese di mutande Jamie Dornan, anche attoretto in serie tv ( C'era una volta , Marie Antoinette ), ha molto: sceglie camicie immacolate dalla cabina armadio fornitissima, sfila tra i grattacieli di New York a bordo di un'auto di lusso, gli occhi profondi celati dagli occhiali a specchio, ha la faccia abusata di chi ne ha viste troppe, ma sopravvivendo. Va verso il mondo, il nulla, la perdizione. Pensando a come «educare» la ragazza esperta in lettere, ma non in giochi erotici. «Non m'interessa una storia d'amore. I miei gusti sono molto singolari. Non capiresti», sibila Grey, mentre Anastasia, occhi estatici e bocca inumidita da una voglia che è terrore, replica immediatamente, come implorando una grazia: «Illuminami, allora». Ed è subito la porta chiusa a chiave da lui, che non vede l'ora d'iniziarla. Scattano manette d'acciaio, lui si toglie la maglietta di cotone grigio, lei indossa una benda nera sugli occhi: è lì per essere frustata, ai polsi corde rosse molto eleganti. Lui sa come fare, lei sa perché è lì.

Benvenuti nel mondo dell'ossessione erotica d'un film in arrivo il 12 febbraio, in tempo per San Valentino: altro che fidanzatini di Peynet. Intanto Dakota Johnson, figlia di Don Johnson, il biondo di Miami Vice , e di Melanie Griffith, la gambelunghe figlia di Marnie , ovvero la musa di Hitchcock Tippi Hedren, ha proibito ai genitori di vedere il film. «Non voglio assolutamente che i miei genitori vedano il film. Se fossero loro ad aver girato questa pellicola, io non la vorrei vedere», ha dichiarato la «piccerella», magari a uso e consumo dei media assatanati, in allarme rosso dopo la censura al Today Show televisivo, in onda sulla NBC: scene troppo hard per il pubblico. Eppure precedentemente Dakota aveva messo le mani avanti. «Non è una questione romantica, è una questione tecnica. Ogni gesto è coreografato, è un grande impegno», ha confessato in un'intervista. Se lui tende le braccia muscolose sulla balaustra del suo attico newyorchese, per poi avvinghiarle dalla vita in giù di Anastasia, in vaporoso abito rosa a pieghe, nulla è lasciato al caso: quelle posture sono studiate ad arte, per titillare la fantasia delle «mommy porn» e non solo.

Se la trilogia letteraria di E.L. James è diventata un fenomeno globale, tradotta in oltre cinquanta lingue in tutto il mondo, con più di settanta milioni di copie vendute in breve tempo, una ragione c'è. Nell'epoca del pansessualismo internettiano, niente di meglio che seguire, passo passo, frustata per frustata, le vicissitudini della signorina Steele. Che adesso, nel trailer appena diffuso, appare un'intimorita fanciulla, molto attratta dalle pratiche di dominazione. «E lui com'è?», le chiede un'amica. «Educato. Intenso. Intelligente. Un po' mi ha imbarazzata», spiega lei, intuendo che non resisterà al dottor Grey. Verrà il momento in cui vedremo Anastasia inguainata in una provocante tuta di lamè di Emilio Pucci, ma per adesso accontentiamoci delle sue esitazioni. Il resto è lasciato ai sospiri di Beyoncé, che mugola Crazy in love , sembrando intenta alla «piccola morte».