"A 80 anni torno bambino per riassaporare tutta la magia del mondo"

La star nelle nostre sale con "Il drago invisibile": "Non penso a invecchiare, ma a continuare"

Butch Cassidy, La stangata, A piedi nudi nel parco, Come eravamo, I tre giorni del Condor, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, La mia Africa, Tutti gli uomini del Presidente. Citare tutti i film che hanno fatto la carriera di Robert Redford è un'impresa impossibile, anche perché, alla bella età di 80 anni (li compirà il prossimo 18 agosto), l'idea della pensione non lo sfiora nemmeno e quindi l'elenco è destinato ad allungarsi. "Io non penso a invecchiare, penso a continuare", dice l'attore, regista, attivista e fondatore del Sundance, il festival del cinema indipendente che ha scoperto talenti come Quentin Tarantino e Steven Soderberg. Redford non smette di coltivare la curiosità e l'amore per la vita. "Credo sia la curiosità la mia arma vincente. Lo scorrere del tempo non ha mai frenato questa qualità. Non ho mai voluto essere uno di quei vecchietti che si siedono sotto il portico di casa e un giorno si rendono conto che ci sarebbero state ancora mille cose da fare".

Robert Redford le cose le fa. Ora sta producendo due documentari e una miniserie tv e dal 10 agosto sarà al cinema in Il drago invisibile, un fantasy diretto da David Lowery e targato Disney, remake (senza essere musical) di Elliot, il drago invisibile del 1977.

È il suo primo film per famiglie, vero?

"Per questo l'ho fatto. Mi piaceva l'idea della magia. Quando sei un bambino, il mondo ti sembra enorme e magico, pieno di meraviglie. Poi cresci e il mondo perde la sua magia e più diventi vecchio e più tutto diventa scuro, cinico. Quella parte di me bambino mi manca, è triste perdere la magia e così, quando mi è stato proposto di ritornare a viverla non ci ho pensato due volte. Ricordo che quando ero bambino adoravo ascoltare delle storie. Il classico 'c'era una volta' era musica per le mie orecchie, e così ho fatto lo stesso, prima per i miei figli e ora per i miei nipoti. Non solo: del raccontare storie ho fatto un mestiere".

Questo film è il remake dell'omonimo musical. Le dispiace non aver potuto mostrare le sue doti canore in questa versione?

"Oh, mi piacerebbe davvero fare un musical. Mi piace fare qualsiasi cosa non abbia mai fatto prima, ma questo film è differente da quella prima versione e va bene così, è comunque qualcosa che non ho mai fatto. Mi piace allontanarmi dalla strada segnata, dai film fatti in precedenza".

Riguarda i film che ha fatto in passato?

"Mi capita, magari girando canale, di imbattermi in un mio vecchio film, sì".

E che effetto le fa?

"Penso 'Oddio, ecco com'ero trent'anni fa!'. Tendo a scordarmelo. Fa strano vedermi, perché non penso mai al passato, penso a dove sono adesso, a chi sono ora. Così quasi non riconosco quel ragazzo sullo schermo...".

Che recita magari insieme a Paul Newman...

"Bei tempi. Alcune amicizie sono troppo buone e troppo forti per parlarne".

Quando recita riesce a chiudere il suo occhio da regista e a farsi guidare?

"Bella domanda. Se hai diretto un film non sempre è facile farlo. Il tuo occhio da regista ti suggerisce cose e magari tendi a voler fare a modo tuo, ma se la collaborazione con il regista è buona, come è stata in questo caso con David Lowery, allora diventa un'esperienza piacevole per entrambi".

Lei ha creato il Sundance, per aiutare i giovani registi. Pensa ancora che i film possano migliorare la vita?

"Ho creato il Sundance perché volevo che il racconto di storie originali rimanesse. L'ho fatto in un momento in cui Hollywood stava cambiando, quando c'era sempre meno spazio per l'originalità e le storie al di fuori dei grandi franchise. I film che amavo e che Hollywood negli anni Settanta produceva stavano sparendo. E sì, penso che un buon film può, se non migliorare la vita, quanto meno regalare un paio d'ore serene in un mondo buio".

Fra poco compirà 80 anni...

"Mi sta chiedendo che cosa vuol dire? Vuol dire che tutte le tue capacità fisiche declinano e arriva un giorno in cui devi iniziare a fare qualcosa a cui non avevi mai pensato prima: devi iniziare a stare attento. Sto attento ora, ma voglio continuare a invecchiare esattamente come sono".

Commenti

Giorgio Rubiu

Ven, 29/07/2016 - 17:10

Trovo strano che nell'elenco dei film di Redford ci si sia dimenticati di citare Brubecker, L'uomo che sussurrava ai cavalli, Il Castello e Il vento del perdono. Ottime storie, ottimi film ed ottimi coprotagonisti. Meritavano di essere aggiunti al lungo e glorioso elenco.