Edoardo Sylos Labini, un D'Annunzio tra grazia e ironia

Va in scena il Vate per eccellenza: tra amori e battaglie è destinato a smuovere le acque, sempre più chete, della nostra scena ufficiale

Finalmente, nella ghiotta occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita, qualcuno a teatro si ricorda del geniale eversore di qualsiasi regola costituita ossia di D'Annunzio, il Vate per eccellenza. Celebrato nella sua proteiforme veste di affabulatore della parola e dell'immagine da un attore multiforme e geniale come Edoardo Sylos Labini in uno spettacolo, Gabriele D'Annunzio tra amori e battaglie destinato a smuovere le acque, sempre più chete, della nostra scena ufficiale.
Nella cornice preziosa e suggestiva di un salon des fetes designato a rappresentare, oltre al Vittoriale degli Italiani destinato al «vivere inimitabile» del poeta-guerriero, via via tutte le dimore segnate dall'estro concertante dell'autore del Piacere, Edoardo letteralmente si riflette nell'ombra amichevole e dissonante del dj. Che, dallo specchio di fronte a lui, come un novello Narciso fa prorompere tutte le musiche struggenti di un epos perduto: da Wagner alla Petite tanquinoise restituitaci dalla voce roca di Joséphine Baker fino alla memorabile Vucchella scritta dal poeta in un empito parossistico a un tavolino del Gambrinus di Napoli tra una coppa di champagne e il ricordo della stagione all'inferno vissuta accanto alla Duse, «Eleonora dalle belle mani». In un grottesco défilé di maschere che fan pensare ai ritratti allucinanti di Ensor, Viola Pornaro in tunica arcaica stile Fortuny dà fiato e voce alla grande tragica mentre Giorgia Sinicorni dalla dizione incalzante e dallo sguardo rapace è una governante francese che sembra uscita da una pagina di Rebecca mentre la dolce e suadente Alice Viglioglia è l' esangue e raffinatissima contessina Hardouin. Mentre svetta per doti naturali e acquisite capacità di mestiere Silvia Siravo nelle vesti della malefica Luisa Baccara, la pianista spia dell'Ovra cui viene attribuito il maldestro tentativo di assassinare D'Annunzio in persona. Che Sylos Labini in un momento di grazia ci disvela con grazia suprema e stupefacente ironia.

GABRIELE D'ANNUNZIO TRA AMORI E BATTAGLIE di Sala-Sylos Labini. Regia di Francesco Sala, con Edoardo Sylos Labini. Roma, Teatro Nazionale, poi in tournée.