Vespa il furbo sulla scia di Francesco

Pasquetta con Bruno Vespa in (finta) diretta è una novità significativa. L'emergenza politica ormai è qualcosa di abituale, cataclismi grazie a dio non ce ne sono stati, attentati e dichiarazioni di guerra nemmeno.

Eppure lunedì sera, nonostante la giornata festiva, in coda alla miniserie religiosa Barabba, Porta a porta era puntualmente in onda con una puntata di stretta attualità religiosa (Raiuno, ore 23,15, share del 15,16 per cento, un milione 889 mila spettatori). Da giornalista di lungo corso, Vespa aveva previsto il Papa «campione d'ascolti» e già giovedì sera aveva provveduto a registrare con il vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli, Gianfranco Svidercoschi, la giornalista messicana Valentina Alazraki e il ministro Andrea Riccardi il talk show della puntata proponendo un confronto tra i tre ultimi pontefici, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco.

Le immagini della via Crucis di venerdì e della celebrazione della Pasqua sono state montate in un secondo momento. Difficile accorgersi della finta diretta: la disinvoltura nel manovrare interventi, servizi e riprese è una delle conquiste dell'esperienza. Come lo è anche il fiuto relativo all'appeal televisivo del nuovo «vescovo di Roma»: 42 per cento di share per la celebrazione della messa di Pasqua e oltre il 48 per la benedizione Urbi et Orbi. Nonostante le critiche di certi siti tradizionalisti, in un momento di grande incertezza della politica la testimonianza di papa Bergoglio è un punto fermo per il grande pubblico. Sfruttarne la scia è un atto di consumata e tollerabilissima furbizia.

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