Tra la "Via" e "Sacro Gra" è una strada lastricata da tanta noia (e storielle)

Il "peggio" del cinema 2013,segnale di un anno di preoccupante crisi di idee

EFFETTI COLLATERALI Pasticciato e poco emozionante psicogiallo dell'ex ragazzo prodigio Steven Soderbergh, che frigge Freud, Hitchcock e De Palma. Nella sconclusionata vicenda, tirata insopportabilmente in lungo, emerge una pubblicitaria, in cura da ben due strizzacervelli (Catherine Zeta-Jones e Jude Law), che ammazza il marito evasore appena scarcerato. Il titolo giusto? Pastiglie e sbadigli.

JIMMY BOBO A sessantasei anni Sylvester Stallone torna nei panni di un sicario di New Orleans, accanito cacciatore di farabutti. Una storia di imbarazzante sciatteria, che non va oltre le esplosioni e i cazzotti. Il patetico Sly, oscena caricatura di se stesso, sembra uno con il torcicollo che ha appena ingoiato una scopa.

BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE Terrificante commedia giovanilistica, tratta da un romanzo di inspiegabile successo, che affastella tutti i luoghi comuni sul primo amore. In aggiunta un tumore senza speranza e una disperata ricerca della fede. Una «love story» per under 16, meglio se ripetenti, più un Anonimo torinese, anziché veneziano. Un dubbio: fa piangere di più il prof Luca Argentero o il liceale Filippo Scicchitano?

GLI AMANTI PASSEGGERI L'aereo in volo verso Città del Messico è in panne. Aspettando l'atterraggio d'emergenza, equipaggio e passeggeri fraternizzano. La sensitiva Bruna sogna di perdere la verginità, mentre due piloti e due steward si rinfacciano le rispettive gaiezze. Una sensazionale maialata dell'irrecuperabile Pedro Almodovar, gonfia di sconcezze surreali. Ridateci Tinto Brass.

IL PRINCIPE ABUSIVO Squinternata favoletta, scritta, diretta e interpretata dal megalomane Alessandro Siani. La principessa Sarah Felberbaum, triste perché il popolo la ignora, recluta un poveraccio. Sarà il suo fidanzato a uso dei rotocalchi. Un malriuscito impasto di My Fair Lady e Innamorato pazzo, zeppo di battute da brivido. «Le piace l'Ariosto?», «Nel forno con le patate è ottimo».

VIA CASTELLANA BANDIERA A Palermo, una domenica pomeriggio d'estate. Nello stretto budello si fronteggiano una Multipla grigia e una punto Rossa. Né la rabbiosa Rosa, né l'anziana Samira intendono cedere il passo. Cede invece presto la pazienza dello spettatore, sconvolto da una noia indescrivibile. E deciso a tenere a mente il nome della regista, l'esordiente Emma Dante. Così da non cascarci più.

COME PIETRA PAZIENTE Micidiale mattone franco-afghano. Nella periferia di Kabul, sotto i bombardamenti la giovane moglie veglia il maturo marito in coma. Lei parla senza tregua al poveretto che non può sentirla, con confidenze sempre più intime. Lui si merita un encomio. Chiunque altro, al suo posto, si sarebbe svegliato per urlare: ma non stai mai zitta?

SOLO DIO PERDONA Con il trombone danese Nicolas Winding Refl, lo schermo si riempie di disgustose atrocità. A Bangkok, un tale seduto in poltrona, è trafitto da due spiedi negli avambracci e da altri due nelle cosce. Non basta, ecco due coltellini negli occhi e due coltelloni negli orecchi. Beato lui. Così non può sentire né lo sbirro che gorgheggia al night, né le oscenità biascicate da Kristin Scott Thomas.

SACRO GRA Il gioco di parole del titolo, dove GRA è l'acronimo di Grande Raccordo Anulare, è la cosa più indovinata. Anzi l'unica. Una ventina di storielle di minimo cabotaggio si rincorrono tra le auto che ansimano sullo stradone attorno a Roma. Eppure questo documentario, di sbalorditivo tedio, ha vinto l'ultima Mostra veneziana. Ci si arrabbia meno a stare due ore fermi nel traffico.

LO SCONOSCIUTO DEL LAGO La critica colta è andata in estasi per questo scostumato (ovvero senza costume) giallo francese. Su una spiaggia poco frequentata si danno convegno gay di ogni età e misura. Soprattutto degli organi genitali, esposti in bella vista, grazie a minuziosi primi piani. Nei dintorni si aggira un killer, raggiunto da uno sbirro. L'unico con le mutande.