Addio a Franco Scaglia, scrittore e uomo di teatro

Fu per quarant'anni dirigente Rai. Nel 2002 vinse il premio Campiello

Era un poligrafo Franco Scaglia, morto ieri a Roma a 70 anni. Giornalista, autore di teatro, vincitore del premio Campiello, ha diretto la Rai per quarant'anni e a lungo è stato presidente di Rai Cinema e del Teatro di Roma. Scaglia ha anche scritto numerosi romanzi: fra i suoi maggiori successi, un ciclo di romanzi sulle avventure di un frate francescano, padre Matteo, il primo dei quali Il custode dell'acqua , gli valse il Campiello nel 2002. L'ultimo libro della serie è L'erede del tempo . «Esprimo il mio profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Scaglia, un amico e una personalità di spicco del mondo del teatro e del giornalismo italiano», ha detto l'assessore capitolino alla Cultura e al Turismo Giovanna Marinelli, specificando che «sotto la sua guida il Teatro di Roma è cresciuto e si è consolidato divenendo punto di riferimento per il panorama culturale della città».

Quando la radio funzionava ancora da polo d'attrazione culturale, l'autore curò con successo la rubrica culturale del Gr1 Il circolo Pickwick , scrivendo, tra l'altro, Effetto notte , in onda su Raiuno, Casablanca , per Raidue e La biblioteca ideale e Il giardino di Oz per Raitre. Una vita spesa per la cultura e la sua diffusione per il tramite di qualsiasi mezzo. È stato consulente delle Case editrici Rusconi e Marsilio e per quest'ultima ha diretto, insieme ad Antonio Debenedetti e a Cesare De Michelis, la collana di letteratura 900. Autore delle favole raccolte nel volume Dài, racconta (Edizioni ERI, 1979), ha curato con Gabriele La Porta l'antologia Misteri, quasi un manifesto del mistero e del segreto (Camunia, 1992). Da giornalista, ha pubblicato migliaia di articoli su vari temi culturali - dal cinema alla letteratura - sulla maggior parte dei più prestigiosi quotidiani nazionali.

Nato a Camogli il 27 marzo 1944, Scaglia non è stato soltanto un dirigente di lungo corso della Rai, ma soprattutto uno scrittore e un autore teatrale: nel 1973 entrò nel mondo editoriale con Ritrevacos e da allora ha pubblicato senza sosta saggi e romanzi per Bompiani, Piemme e Mondadori. Nel 2006 si cimentò col romanzo giallo L'oro di Mosè , vincitore del Premio Internazionale di Letteratura Religiosa (quasi tutti i suoi romanzi sono ambientati in Terra Santa), senza smettere di dedicarsi al teatro, dov'era attivo fin dagli anni Settanta, quando collaborò con la Compagnia di Anna Mazzamauro e la regia di Leopoldo Mastelloni, per portare in scena Immacolata (1979). Anche il difficile mestiere di traduttore lo attraeva e le sue versioni di Molière restano apprezzabili.