"Adesso Mimì ha vinto, il pubblico le restituisce ciò che le hanno tolto"

La protagonista di "Io sono Mia" felicissima per gli alti ascolti della fiction sulla Martini

Serena Rossi scorre le classifiche di iTunes e scoppia in una risata di felicità. Mia Martini è tornata. Le sue canzoni risuonano nelle case e, pure, nelle orecchie dei ragazzi in streaming. La fiction di martedì su Raiuno, Io sono Mia, ha raggiunto il cuore di 7.727.000 spettatori (share del 31 per cento). «Non ci posso credere - commenta a caldo l'attrice-cantante napoletana che ci ha messo tutta l'anima per interpretarla -. Non pensavo che avremmo raggiunto così tanti ascolti. E ciò che mi rende più contenta è che i suoi brani stanno già tornando in circolazione, li ascoltano sia i vecchi che la conoscevano sia i giovani che la vogliono conoscere».

Insomma, Serena, finalmente si è fatta giustizia su Mimì.

«Sì, un film su di lei era proprio necessario. C'era una grande curiosità sulla sua vita. E poi la sua è una storia veramente attuale».

Purtroppo il pregiudizio che ha rovinato la sua vita non è servito da lezione...

«Anzi, viviamo in una società dove c'è sempre più bullismo, emarginazione, discriminazione. Quello che successe a Mimì, la fama di porta-sfortuna, oggi con il web si sarebbe ingigantito al massimo. Sono contenta che la fiction possa servire a muovere un po' le coscienze. Alla fine, ha vinto lei».

Cosa le ha detto Loredana Bertè (sorella di Mimì)?

«È felicissima, contenta che il pubblico abbia apprezzato. Quando ha visto la fiction finita, mi ha detto si vede che le hai voluto tanto bene».

Vincente è stato non farne una pura imitazione.

«Se avessi cercato di imitarla, avrei perso in partenza. Mi sono sempre detta che non dovevo copiarla, ma interpretarla. Ho cercato di donarle tutta me stessa, tutta la mia empatia. Alla fine, ero lei, ma ero anche io».

Proprio un peccato che Fossati (e anche Renato Zero) non abbia voluto essere rappresentato nella fiction, stonava un po' vedere il suo ruolo ricoperto dal personaggio immaginario di Andrea, un fotografo...

«Così ci è stato imposto. Non ne sappiamo bene le ragioni, però bisogna rispettarne la volontà. Comunque le dinamiche della loro tormentata relazione sono emerse. E mi piace pensare che Mimì dal cielo abbia deciso lei chi mettere nella film...»

Quanto tempo ha impiegato a preparare la parte?

«Tantissimo, ci ho lavorato per mesi. Ho parlato moltissimo con la sua più cara amica. Ho studiato tutta la sua vita, il modo di parlare, di cantare, di gesticolare, di toccarsi i capelli».

Mia ha avuto una vita difficile e complicata. In che cosa si è sentita più vicino a lei?

«Certamente io sono stata più fortunata di lei. Ma ci uniscono tante cose: stesso segno zodiacale, stessa fede calcistica (il Napoli, ovviamente), un grande amore per la famiglia e una ricerca spasmodica dell'equilibrio e dell'armonia. Oltre alla passione per la cucina, per il cibo».

Che effetto le ha fatto ricantare insieme a Baglioni Almeno tu nell'universo sul palco di Sanremo?

«Ora capisco quelli che dicono che quel palco fa paura, ma ero concentrata e gasatissima. Alcuni dei musicisti dell'orchestra accompagnavano Mia quando di esibiva all'Ariston. E, poi, Baglioni è stato grandioso, si è messo al mio servizio».

Ma Sanremo lo ha seguito?

«Certo, in religioso ascolto. Sul divano, con la copertina. Tifavo per Loredana Bertè, ovviamente, e per Arisa. Comunque non mi è dispiaciuto neppure il podio e sono contenta che Mahmood rappresenti l'Italia all'Eurovision Song Contest».

E che ne pensa delle polemiche sul sistema di votazione? Nel 1989 il televoto fece arrivare Almeno tu nell'universo in nona posizione e Mia vinse il premio della critica, che ancora oggi le è dedicato.

«Se c'è un regolamento va rispettato. Ci sono state polemiche eccessive. Bisogna accettare i verdetti. E restare calmi...».

Lei passa naturalmente dal canto al ballo, cosa vorresti fare ancora?

«Per esempio presentare Sanremo. Ma non affrontare la gara, non sono una cantante pura. Scherzi a parte, mi piace fare tutto: tv, cinema, musica. Non mi do limiti, alzo sempre l'asticella».

Ha cominciato con Un posto al sole.

«Certo, è stata la mia scuola di recitazione, dieci anni d'amore, mi ha fatto conoscere al pubblico, ho imparato il rigore. Poi a Tale e quale, dove imitavo Mimì, ho potuto mostrare anche le mie doti canore. Devo ringraziare la Rai per tutto questo e anche per avermi dato la possibilità di portare sullo schermo Mia. È stato anche un modo per la Tv di Stato di chiederle scusa per i torti che le avevano fatto impedendole di tornare in tv quando tutti la ostracizzavano».